A processo per truffa, a rischio gli appalti di Coopservice

Il colosso emiliano finisce alla sbarra su inchiesta della procura di Cosenza. L'Anac avrebbe già chiesto conto delle gare assegnate e di quelle da perfezionare negli ospedali di Calabria. Anche il commissario alla Sanità (e governatore) potrebbe chiedere conto del dossier

A processo per (presunta) truffa, ovviamente con tutto quello che rappresenta in termini di sola ipotesi di accusa un rinvio a giudizio. Ma un giudice terzo si è comunque già pronunciato a conclusione delle indagini preliminari e la “sbarra” per il colosso emiliano Coopservice rischia di essere di quelle pesanti in termini di appalti e pubbliche forniture. Fino al rischio revoca o sospensione degli appalti stessi, dal momento che l’Anac avrebbe già iniziato a puntare i suoi fari.
Inizierà il 25 gennaio il processo a carico di 13 imputati e di Coopservice in quanto azienda, coinvolta nell’idagine e quindi rinviata a giudizio proprio come “soggetto economico”. L’ipotesi di accusa, l’inchiesta “Silence” coordinata dalla procura di Cosenza e relativa all’appalto di pulizie e igienizzazione dell’ospedale dell’Annunziata, nasce da alcune ispezioni ordinate dalla procura stessa, tramite i Nas, nelle sale operatorie dell’ospedale. Da qui la constatazione delle gravi condizioni fatiscenti dal punto di vista igienico-sanitario. Indagando però è venuto anche fuori che alcuni dipendenti figuravano con più ore in servizio di quelle realmente fatturate e per di più con Oss a svolgere mansioni non proprie. Da qui la richiesta di rinvio a giudizio per tutti gli indagati, tra dipendenti e manamegent di azienda e ospedale nonché proprio per Coopservice. Richiesta di processo che è stata accolta dal Gup di Cosenza.
Ma se la “sbarra” per i singoli imputati si incanala in percorsi penali soggettivi il vero e proprio processo a Coopservice per presunta truffa ai danni dello Stato e del servizio sanitario, invece, rischia di essere un guaio serio per il colosso emiliano. Detentore e persino assoluto mattatore degli appalti di pulizie negli ospedali calabresi avendo tra l’altro vinto di recente (e scontatamente) il lotto Consip. In regime prorogatio, a contratto scaduto, ha continuato a svolgere attività di pulizie e igienizzazione proprio presso l’Annunziata (“teatro” in cui si sarebbe svolto il presunto reato di truffa). Ora il lotto Consip agevolmente vinto ha consentito a Coopservice di stipulare un nuovo contratto con l’Annunziata mentre è in fase di perfezionamento anche il controllo delle pulizie negli ospedali di pertinenza dell’Asp di Catanzaro, quelli di Lamezia e di Soveria. Senza contare che l’intero e milionario lotto Consip può condurre alla gestione dell’igienizzazione di tutti gli ospedali calabresi (di pertinenza Asp e non solo) proprio nelle mani di Coopservice.
Da qui l’allarme Anac che avrebbe già “alzato le antenne”, proprio in considerazione del lotto Consip e dei contratti stipulati o da perfezionare. Il rinvio a giudizio per presunta truffa ai danni del servizio sanitario espone Coopservice al rischio interdittivo se dovessero intervire condanne anche solo di primo grado e non sarebbe propriamente un gioco da ragazzi impiantare una nuova gara Consip per la sostituzione in corsa del colosso emiliano, l’intera igienizzazione degli ospedali calabresi potrebbe risentirne. E non a caso, a scopo del tutto preventivo, Anac avrebbe già aperto un dossier sulla complessa faccenda che naturalmente andrà ad interfacciarsi con le volontà, in autotutela, delle singole Asp o aziende ospedaliere.
Anche l’ufficio del commissario alla sanità di Calabria, guidato dal presidente di Regione Roberto Occhiuto, potrebbe volerci vedere chiaro. Per certi aspetti, ne ha pieni poteri.

I.T.