Sanità “sprecata”, premio da 50mila euro all’ex commissario dell’Annunziata (bocciata dal ministero…)

Nonostante la valutazione completamente negativa, a seguito di ispezione, e nonostante gli obbiettivi non raggiunti arriva una (auto)liquidazione su input di Maria Crocco consegnato nelle mani di Agenas

Si può esser “premiati” a suon di quattrini se dopo una parentesi al vertice commissariale del più grande ospedale di Calabria tutti gli obiettivi non sono stati raggiunti? E soprattutto, ci si può sostanzialmente (auto)liquidare il “premio” stesso (50mila euro) prima del decreto del ministero che però non sarebbe mai arrivato perché a seguito di una ispezione il “premiato”, o la “premiata”, è stata sonoramente bocciata?
Certo che si può. È accaduto, del resto. Ed è accaduto nel ventre dell’azienda ospedaliera più grossa che c’è in giro, quella dell’Annunziata di Cosenza. E dove sennò.
Beneficiaria è Giuseppina Panizzoli, nominata commissario dell’Anunziata di Cosenza dopo il primo decreto Calabria. È lei che incassa il “premio” da 50mila euro per la performance su segnalazione di Crocco consegnata nelle mani fidate di un funzionario Agenas.
Panizzoli si insedia il 10 settembre del 2020, successivamente le vengono assegnati degli obiettivi da raggiungre, concordati e firmati proprio dalla sub commissaria Maria Crocco (la “Maria” del tragicomico filmato di Cotticelli). Obiettivi di gestione e non di programmazione, come avrebbero dovuto essere invece. Va da sé, che più o meno fatalmente, nessuno degli obiettivi è stato raggiunto.
Tanto per dire, il mancato completamento del Mariano Santo, che avrebbe consentito di utilizzare i 120 posti letto come ospedale per l’emergenza Covid. Oppure il mancato completamento del Dea, che avrebbe consentito oggi al pronto soccorso di utilizzare i 20 posti letto. Oppure ancora il mancato completamento delle procedure di assunzioni ordinarie con gravi ripercussioni sulla gestione e garanzia assistenziale. E perché no, ora che ci siamo, il mancato utilizzo dei fondi Covid assegnati dalla Regione più le risorse assegnate per la copertura del turn over. E che vogliamo dire della restituzione delle risorse assegnate (12 milioni) da parte del ministero per investimenti in edilizia e tecnologie? Oppure che vogliamo dire del crollo dei Lea e delle prestazioni ambulatoriali e ospedaliere? Facciamo così, chiudiamo con l’aumento della migrazione sanitaria verso strutture del Nord e con il Piano emergenza Covid (Dca 91/2020) mai attivato.
Ed eccolo il bilancio della gestione Panizzoli che vale, però, il “premio” su indicazione di Maria Crocco.
Nell’agosto del 2020 arriva una ispezione ministeriale nei corridoi dell’ospedale di Cosenza. Il 26 e il 27, per la precisione. Una visita ispettiva scaturita dopo il decesso di una giovane donna di 36 anni. Gli ispettori vanno giù duro e la commissione rileva gravi “inadeguatezze gestionali della governance aziendale”. Ma non basta questo a fermare il progetto del “premio” da 50mila euro.
La valutazione è stata effettuata, su disposizioni di Maria Crocco, da un funzionario Agenas, ovviamente saltando a piè pari il dipartimento della Regione che sulla carta è l’unico soggetto abilitato a disporre valutazioni. Ma perché mai Crocco si è così prodigata per il “premio” di Panizzoli al punto da baipassare il dipartimento Salute così da inviare direttamente ad Agenas la pratica? Chissà. Certo il seguito della faccenda non è meno degno di punti interrogativi se è vero come è vero che è poi la stessa Panizzoli ad (auto)liquidarsi (prima di andarsene) il compenso assieme ai direttori amministrativo e sanitario senza il decreto di riconoscimento e di erogazione da parte del ministero, che ovviamente non sarebbe mai arrivato stante la pesante bocciatura degli ispettori inviati proprio dal governo.
Misteri di Cosenza, e del Crati. Sulle cui ridenti sponde c’è qualcuno convinto che a cena si può disporre di tutto e di più. Anche “premi” per obiettivi non raggiunti? Chissà.
Certo è che risulta un po’ paradossale constatare che il commissario dell’Annunziata di Cosenza è stato l’unico in Calabria a percepire un “premio”. Siamo nel ventre del 2020, il dominio del Covid in corsia e le ambulanze in fila fuori. Solo attività di emergenza e nessuna erogazione ordinaria. Nessun altro commissario in Calabria è stato “premiato” nello stesso (drammatico) periodo. Ma Cosenza è Cosenza…

I.T.