Sanità convenzionata, Longo rischia di “accappottare” il sistema

Emergono preoccupanti retroscena dopo la bocciatura del Tar nei confronti dei Dca 49 e 50, quelli relativi alle prestazioni Apa e Pac. Si rischia di non poter rispettare i contratti nella misura in cui sono stati stipulati. Spunta un parere legale che “avvertiva” il commissario che invece, a sua volta, ha tenuto all'oscuro le Asp

Un robusto e forbito parere legale che ha avvertito il commissario Longo. Alla stregua di una “ammonizione”, della serie fermati ora che dopo è davvero troppo tardi.
Siamo attorno a metà giugno, ormai è incassata da qualche ora la sospensiva cautelare da parte del Tar nei confronti dei Dca 49 e 50, quelli relativi alle prestazioni Apa e Pac. Più di 11 milioni di euro che la struttura commissariale ha in qualche modo sottratto alla specialistica ospedaliera per farne trarre frutti a quella ambulatoriale, naturalmente contravvenendo a precedenti e plateali sentenze del Consiglio di Stato. Siamo al 10 giugno quando il Tribunale amministrativo congela la partita e quindi consiglia prudenza. I Dca vengono sospesi e viene accolta la richiesta dei ricorrenti. Ed è qui che interviene il forbito parere legale che il commissario Longo potrebbe persino non aver letto del tutto. Parere legale nel quale ci sta scritto chiaro e tondo che, per il bene di tutti e soprattutto del sistema sanità convenzionata, sarebbe opportuno avvertire le Asp di non considerare vigenti i contratti del 2021 (con i relativi tetti di spesa) perché si è in attesa di pronunciamento del Tar. E di considerare coma “bibbia”, perché vigenti a tutti gli effetti, i contratti del 2020 con quei tetti di spesa in materia di Apa e Pac. Questo il consiglio legale a Longo che, se letto o meno, fa letteralmente invece orecchie da mercante. Avrebbe dovuto avvertire le Asp (in particolar modo quella di Cosenza) di non continuare a retribuire prestazioni agli ambulatori in materia di Apa e Pac perché i Dca erano a rischio ma non lo ha fatto innescando così una mina tra le gambe del sistema sanità convenzionata. Perché a tutti gli effetti sono vigenti ora i contratti 2020 in prorogatio e tutte quelle strutture private convenzionate ambulatoriali che hanno percepito un euro di rimborso dal 10 giugno in poi ora certamente saranno chiamate alla restituzione delle somme. Se invece hanno erogato prestazioni e sono in attesa del rimborso da parte dell’Asp non potranno incassarlo perché i Dca che legiferavano in materia di Apa e Pac sono stati prima sospesi e ora definitivamente annullati.
Un gran bel pasticcio provocato dal commissario Longo e dalla struttura commissariale che rischia di ripercuotersi sull’intero sistema. Il perché è presto detto. Solo mettendoci nuovi soldi per le prestazioni Apa e Pac la Regione riesce a sbrogliare una parte della matassa ma nel frattempo dovrà sottrarli però ad altre prestazioni ancora che poi significa mettere a rischio, chi più chi meno, tutti i contratti e gli accreditamenti.
Non è dato sapere se è meglio immaginare un dolo o semplicemente una colpa da parte del commissario e del suo ufficio. Cambia poco in termini di pasticcio…

I.T.