Migranti: sindaco Roccella, a ottobre 11 sbarchi, sei in 48 ore

Zito:non si chieda l'impossibile,giovedì per 100 notte al porto

“Roccella Ionica ha fatto tantissimo, ma non può fare l’impossibile. Nessuno è tenuto all’impossibile e a nessuno può essere chiesto l’impossibile. Speriamo che nei prossimi giorni qualcosa si muova, prima che sia tardi”. Vittorio Zito, sindaco di Roccella Ionica, lancia l’ennesimo appello dinanzi alla situazione venutasi a creare nel porto della cittadina della Locride divenuta luogo di approdo continuo di centinaia di migranti.
“Negli ultimi due giorni a Roccella – prosegue Zito – si sono registrati 6 sbarchi con 672 migranti. Nel mese di ottobre sono stati 11 gli sbarchi che hanno richiesto assistenza per 1.254 migranti. Più del totale dei migranti giunti nel 2020. Da inizio anno sono 3.250 quelli giunti a Roccella. Quasi 9 volte il numero di migranti del 2019 e più del doppio di quelli arrivati nel 2020. Si è rafforzata la rotta di immigrazione che dal Medio Oriente punta sulla costa jonica calabrese”.
“Non abbiamo né autonomia di spesa né forza finanziaria – sottolinea ancora il sindaco di Roccella – per sopportare questo gravoso impegno e per questo abbiamo chiesto da tempo al Ministero di affiancarci concretamente e immediatamente nello svolgimento di impegni il cui assolvimento, data la natura del fenomeno, non può più essere richiesto al Comune. Lo scorso giovedì sera per la prima volta non si è riusciti a dare dignitosa sistemazione a 100 migranti, che hanno passato tutta la notte e gran parte della giornata successiva seduti in banchina al Porto delle Grazie. Senza servizi igienici e con i vestiti che indossavano da una settimana. Assistiti dai volontari che hanno fatto l’impossibile per rendere accettabile questa situazione estrema. Il Comune, per la prima volta, non c’era. Perché tutte le nostre forze, come abbiamo scritto alle competenti autorità, sono impegnate nell’assistenza ai migranti al Centro di primo soccorso, che ospita costantemente 150 migranti ormai da più di un mese e le cui condizioni iniziano ad essere precarie”.