Manzini chiede (e ottiene) il trasferimento a Catanzaro

Accolta la domanda del procuratore aggiunto di Cosenza, diventerà sostituto procuratore generale. Sullo sfondo “pesanti” processi di mafia che approderanno in Appello... 

Processi “pesanti” sullo sfondo, in divenire. Di quelli che scottano perché c’è la ‘ndrangheta dentro, in tutte le sue sfumature. Adrenalina pura in Corte d’Appello a Catanzaro e per un magistrato di “razza” non è facile farne agevolmente a meno. Tanto più se conosce come pochi l’intrigo perverso tra cosche e colletti, più o meno bianchi e più o meno sporchi.
Non devono essere molte altre le motivazioni che hanno spinto il procuratore aggiunto di Cosenza, Marisa Manzini, ad inoltrare domanda di trasferimento proprio presso la procura generale nel capoluogo di regione. L’8 luglio la pubblicazione del posto “libero” per sostituto procuratore a Catanzaro e da qui la domanda di trasferimento di Marisa Manzini che è stata accolta appena pochi giorni fa, il 18 ottobre (dalla Terza commissione del Csm).
Ora non resta che il pronunciamento del plenum, rito e sostanza che non prevedono sorprese. E poi solo tempi tecnici per l’approdo di Marisa Manzini in una delle postazioni chiave della procura generale di Catanzaro. Fin qui retta, da poche settimane, dal procuratore generale Giuseppe Lucantonio che è stato designato dal plenum per il dopo Lupacchini.

I.T.