A 54 anni muore in attesa dell’ambulanza che non arriva: “Giovanni si sarebbe potuto salvare”

“Non si tratta più di lottare per il diritto alla salute ma per il diritto alla vita” ha commentato amareggiato il sindaco di Gioia Tauro

“Nella nottata tra martedì e mercoledì un nostro concittadino ha perso la vita a causa di una mancanza di una rete sanitaria sul territorio adeguata alle reale esigenze dei cittadini della Piana. L’Amministrazione comunale gioiese si unisce al cordoglio della famiglia per la scomparsa del loro caro congiunto”. Così in una nota il sindaco di Gioia Tauro Aldo Alessio commentando la scomparsa di Giovanni Mafrici, 54 anni, morto al Pronto soccorso dopo essere rimasto in attesa, per più di un’ora, dell’ambulanza attrezzata del 118 che avrebbe dovuto trasferirlo in un centro con emodinamica.
“Giovanni si sarebbe potuto salvare – continua il sindaco – se nella Piana fosse stato presente un reparto di emodinamica per il trattamento delle sindromi coronariche acute, accompagnato da un servizio del 118 (con medico a bordo) distribuito in modo capillare e che consenta tempi di intervento contenuti nei 18 minuti. Ma siamo nella Piana di Gioia Tauro e questo diritto ci viene negato, nonostante le innumerevoli proteste di sindaci e cittadini rimaste inascoltate. Non si tratta più di lottare per il diritto alla salute ma per il diritto alla vita“. “Dopo la chiusura del Pronto soccorso dell’ospedale di Gioia Tauro e la sua immediata riapertura a seguito della forte presa di posizione dell’Amministrazione comunale e di tutta la cittadinanza, non solo gioiese – prosegue Aldo Alessio – è stata indetta una pubblica manifestazione il 30 ottobre a Gioia Tauro concertata con i sindaci della Piana e le associazioni politiche e sindacali a sostegno del diritto alla salute, alla cura e alla vita nella Piana di Gioia Tauro”.
“Per la buona riuscita della manifestazione l’Amministrazione Comunale di Gioia Tauro ha indetto, presso l’Aula del Consiglio Comunale per lunedì 25 ottobre alle ore 18:00 una pubblica assemblea con tutte le associazioni politiche, culturali, sportive e imprenditoriali al fine di sensibilizzare tutta la popolazione a partecipare compatta alla manifestazione di giorno 30. È ora che la politica si assuma le proprie responsabilità – conclude la nota – e che si faccia carico di affrontare ai tavoli istituzionali, a tutti i livelli, per garantire soluzioni efficaci per garantire ai nostri concittadini il diritto alla salute, alla cura e alla vita.