Terme Luigiane, monsignor Fiorini Morosini: “Aprirle per non tradire il bene comune”

Il vescovo emerito della Diocesi  di Reggio Calabria: «Bisogna che i contendenti si vengano incontro»

Il consigliere regionale Pietro Molinaro ha reso noto che il direttore generale del Dipartimento alle attività produttive della Regione Calabria, dott. Roberto Cosentino, è intervenuto con una propria lettera, in risposta alla sua, affermando in sostanza che alla luce delle  disposizioni normative e regolamenti operanti in materia di termalismo, nonché dei  preminenti interessi pubblici attesi alla gestione delle risorse termali, è quanto mai necessario che venga garantita la regolare continuità del servizio delle Terme Luigiane, per cui l’Ente regionale ha rilasciato a suo tempo apposito atto di concessione ai Comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese.
Una lettera, quella del consigliere Molinaro, in cui ricordava che il canone per l’erogazione delle acque termali, dovuto dalla Sateca ai due comuni e quindi alla stessa regione, è di stretta competenza della Regione stessa per come previsto dal regolamento regionale 3/2011; mentre le tariffe sono determinate dalla delibera della Giunta regionale n. 183 del 26 aprile 2012 per tutto il sistema termale calabrese.
Quindi, appaiono fuori luogo e non a norma delle sopra citate disposizioni regionali, le proposte avanzate dalle due Amministrazioni comunali di Acquappesa e Guardia Piemontese, quale remunerazione del canone di fornitura dell’acqua termale, sia per lo stabilimento “Terme Novae” (90 mila euro per l’anno in corso e 373.000 per i successivi anni a fronte di un quantitativo di 25 litri di acqua a secondo), che per il San Francesco (70 mila euro annuo per 40 litri di acqua a secondo), per il quale le due amministrazioni comunali hanno avviato le procedute di un avviso pubblico finalizzato alla ricerca di manifestazioni di interesse da parte di soggetti interessati alla gestione dello stabilimento San Francesco, conclusosi con il recepimento di sei istanze di società ed imprese edili operanti in Campania, Piemonte con la stessa Sateca.
Un avviso di manifestazioni d’interesse che viene inficiato dalla dichiarazione rilasciata dal dirigente del dipartimento alle attività produttive e termali della Regione Calabria Cosentino, in quanto non concordato con la stessa Regione e in ottemperanza  delle disposizioni date nella delibera della Giunta regionale n. 183 del 26 aprile 2012.
Sulla vicenda delle Terme Luigiane è intervenuta Anna Falcone, animatrice del movimento Primavera della Calabria, che sostiene la candidatura di  Luigi De Magistris alla presidenza della Giunta regionale calabrese, mettendo in atto nella giornata di ieri ad Acquappesa un “flash mob” per riaccendere i riflettori sulla chiusura delle Terme Luigiane.
«Quello che ai più appare oramai come un tragico siparietto – ha dichiarato la docente universitaria – sta minando seriamente l’intera economia della zona, comportando problemi di non facile soluzione per famiglie ed attività già minate  dalla instabilità della crisi pandemica, senza dimenticare l’importanza medico-sanitaria delle acque termali. Tutelare la salute è un imperativo assoluto, a cui gli sforzi di ogni amministrazione politica dovrebbe guardare. In questo la Regione ha giocato di sponda, non riuscendo a risolvere il bandolo della matassa per salvaguardare ‘interesse collettivo del bene comune delle Terme Luigiane».
«Ci chiediamo – ha dichiarato ancora Anna Falcone – quanti corregionali saranno costretti  nelle prossime settimane a rinunziare alle tanto benefiche cure termali, perché non in possesso di risorse monetarie tali da potersi permettere viaggi e soggiorni in altre regioni d’Italia».
Un argomento questo affrontato pure dal Vescovo Emerito della Diocesi  Metropolita di Reggio Calabria, Giuseppe Fiorini Morosini, che da frate facente parte dell’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola conosce abbastanza bene i benefici terapeutici delle acque termali delle Terme Luigiane. Ne ha parlato con il giornalista Guido Scarpino, attraverso le pagine del Quotidiano del Sud, domenica 4 luglio, con una intervista abbastanza ampia alla quale è stato dato un titolo di sintesi Il buon senso salvi la stagione, ritornando a sedersi a un tavolo con spirito nuovo.
«Bisogna che i contendenti mettano da parte quella punta di orgoglio – dice Monsignor Morosini – che li spinge a non cedere per affermare la propria forza e si vengano incontro l’uno con l’altro, guardando proprio verso il bene comune da salvaguardare e con il quale confrontare ogni decisione. Non si vince quando non si cede, ma viene meno il rispetto del bene di tutti; si vince solo quando il bene comune viene salvaguardato e le soluzioni offerte sono al suo servizio. Purtroppo il problema delle Terme Luigiane si inserisce in problemi o mali più gravi e radicali della nostra Regione, che la politica non riesce o non sa affrontare e risolvere».
«Il problema delle Terme Luigiane non è di oggi – ha detto ancora –. Sembra che la politica per questo problema, e forse per tutti i problemi che si riferiscono allo sviluppo della nostra Regione, abbia inseguito sempre l’emergenza e mai guardato e agito in una prospettiva di futuro, cioè di una soluzione che sia piena e definitiva, per quanto si possa parlare de definitivo in campo economico-sociale».
«Abbiamo un bel dire – dice ancora Monsignor Morosini – che il futuro economico della Regione è legato in parte al turismo quando poi assistiamo alla chiusura delle Terme Luigiane in cui le autorità in conflitto fra loro non si accordano. Le Terme dal punto di vista turistico offrono una sintesi meravigliosa tra acque salutari, mare e monti per una vacanza veramente rigeneratrice e a basso costo. Da comune cittadino si può affermare che la priorità del bene comune non può accettare la soluzione della chiusura e che quindi questa decisione è disastrosa per tutti, anche per i contendenti, che apriranno sicuramente conflitti di altra natura, forse anche giudiziari, e sempre contro il bene comune dei cittadini, che di questa struttura non possono farne a meno».
«Bisogna ritornare al tavolo di discussione – ha proseguito – con la prospettiva della riapertura. Sulla base della logica della priorità del bene comune (famiglie che hanno bisogno di lavorare, gente che rischia di saltare le cure termali) e della politica dei piccoli passi, si suggerisce di ripartire con una soluzione intermedia, magari secondo gli accordi degli altri anni per far ripartire il lavoro, continuando la discussione nei prossimi mesi».
«Nel frattempo le Terme Luigiane – ha concluso nel dire al giornalista Guido Scarpino –  potranno continuare a prestare il loro servizio, per non tradire il bene comune».