Palamara, la chat con Minniti: salvate il soldato “Cafiero” e i timori su Gratteri e Di Matteo

L’ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati davanti alla Commissione antimafia vuota nuovamente il sacco

“Per una pregressa conoscenza tra Minniti e Cafiero, risalente a quando Cafiero era procuratore a Reggio Calabria, ebbi modo di interfacciarmi con Minniti e ci fu quello scambio ‘Salvate il soldato Cafierò per significare che la professionalità di Cafiero non dovesse essere persa e in qualche modo recuperata al passaggio successivo”. Lo afferma Luca Palamara, ascoltato in audizione in Commissione parlamentare Antimafia, rispondendo a una domanda su una chat tra Palamara e l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti, raccontando della mancata nomina di Federico Cafiero De Raho nel 2017 alla procura di Napoli e poi la successiva nomina a procuratore nazionale antimafia.
Palamara ha aggiunto che “è capitato, e non solo con la nomina di Cafiero, di avere interlocuzioni con il mondo della politica che io ho sempre ritenuto fisiologiche e non lesive dell’indipendenza della magistratura”.

Molto temute erano le nomine di Gratteri e Di Matteo: “Entrambi -ha detto Palamara davanti alla Commissione Antimafia – non fanno parte di quel meccanismo di correnti interno alla magistratura simile a quello dei partiti politici, attraverso cui si detiene e si esercita potere”. Due storie quasi parallele, dunque, la mancata nomina di Di Matteo a capo del Dap e la mancata nomina di Gratteri a ministro della Giustizia. “Come poi accadrà per di Matteo, quando Gratteri è in predicato di diventare ministro – ha detto a questi proposito Palamara – nella magistratura si parla e si teme possa diventarlo davvero. Ed ecco che, per come poi appreso in ambito politico, il suo nome viene depennato dalla lista”.