Fratelli vibonesi uccisi in Sardegna, due condanne a 20 anni di reclusione

Joselito e Michael Marras riconosciuti colpevoli di duplice omicidio. Una terza persona dovrà scontare due anni per favoreggiamento

Il processo per il delitto dei fratelli vibonesi – originari di San Gregorio d’Ippona – Davide e Massimo Mirabello, avvenuto a Cagliari, si è risolto con due condanne per omicidio e una per favoreggiamento. Il gup, dottor Altieri, all’esito del giudizio abbreviato, ha emesso, infatti, la sentenza nei confronti degli imputati, riconoscendo Joselito Marras e Michael Marras, in concorso tra loro, colpevoli del duplice omicidio e condannandoli alla pena di vent’anni ciascuno di reclusione e alla sanzione della libertà vigilata per cinque anni.
Li ha condannati, inoltre, al risarcimento dei danni in favore delle costituite parti civili, assegnando loro una provvisionale di euro 250.000 ciascuno per la moglie di Massimiliano Mirabello, Luana Piano ed i figli (rappresentati tutti dall’avvocato Salvatore Sorbilli) e 200.000 euro per le sorelle Eleonora Mirabello (avvocato Alessandrini), Caterina Mirabello (avvocato Piscitelli) e Adelaide Mirabello (avvocato Sorbilli), nonché altra provvisionale in favore dei nipoti dei fratelli uccisi e l’associazione “Penelope” (avvocato Spada). È stato inoltre condannato alla pena di anni due di reclusione Stefano Mura per il reato di favoreggiamento.