Terme Sibarite, il sospetto “dell’eutanasia” da parte della Regione

Struttura all'avanguardia e con capitale sociale al 100% in mano alla Cittadella ma dopo il pasticciaccio finito all'Anac abbandonata al suo declino

Sono passati più o meno venti giorni dalla solenne bocciatura dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione (Anac) alla procedura seguita per la nomina del nuovo amministratore unico delle Terme Sibarite.
Venti lunghissimi giorni che costringono la macchina amministrativa della storica stazione termale a stare con le mani nelle mani senza la possibilità, per esempio, di corrispondere gli stipendi ai dipendenti, di pagare le fatture ai fornitori e altri simili stop.
Il motivo è presto detto: di fatto, in questo momento, il posto di rappresentante legale risulta vacante. E questo perché? Perché nessuno da quella comunicazione in poi, dalla Cittadella Regionale si è preoccupato di convocare l’assemblea per definire il da farsi, rimediare all’errore: o riconsegnando il testimone da Francesco Lombardi (incompatibile ed incarico all’epoca inconferibile) a Domenico Lione (amministratore uscente) oppure procedendo ad un nuovo incarico, questa svolta ci si augura sganciato da dinamiche politiche clientelari e quindi senza ricadere negli stessi errori commessi col primo.
Nonostante i provvedimenti e le sanzioni destinate a chi non ha vigilato sull’affidamento dell’incarico e per i componenti dell’organo conferente ad oggi non è dato sapere quale sia il destino della storica stazione termale.
Sulla vicenda, soprattutto da parte della Regione Calabria, direttamente chiamata in causa, è calato un silenzio assordante che potrebbe autorizzare anche i benpensanti ad interpretazioni varie. Non è che – potrebbe chiedersi qualcuno – visto che la procedura è aperta da mesi, c’è l’interesse di qualcuno a mantenere lo stato delle cose sotto traccia?
Ma soprattutto su chi ricade la competenza? Su quale dipartimento? E su quale assessorato?

Intanto si consuma la triste parabola: le terme dell’antica Sybaris, da unica società partecipata al 100% dalla Regione Calabria con un bilancio ininterrottamente in attivo dal 2014 è sprofondata nella totale anarchia. Senza guida, con le porte dell’hotel chiuso e con un centro benessere all’avanguardia, chiavi in mano, che poteva essere fiore all’occhiello per il territorio, inaugurato nel mese di giugno 2020 e mai reso fruibile. Non si capisce perché, se per via del Covid o per inerzia.
Il futuro all’orizzonte, sotto gli occhi di tutti ,sembra assai incerto.
A.R.