Vaccini, Varone il “mistico” e i nomi che spariscono dalla piattaforma…  

«Colpa dell'Asp di Cosenza i disservizi registrati nei giorni scorsi, la Prociv funziona», tuona il dg regionale. Mistero però sui prenotati, gestiti dalla Protezione civile, che non trovano il loro nome nei centri vaccinali. Sono decine le segnalazioni

Decine e decine di segnalazioni, incroci, racconti, bestemmie sotto il primo sole cocente di stagione. Prenotati in piattaforma (gestita dalla Protezione civile regionale) che ricevono conferma con tanto di messaggino sul cellulare salvo poi “scoprire”, una volta esibiti i documenti nel centro vaccinale, d’essere semplicemente inesistenti. Esoterici, un po’ presenti in prenotazione e un po’ assenti quando si tratta di inoculare le fiale. Mistici, un po’ proprio come il direttore generale Fornutato Varone, non a caso nipote griffato della mistica per eccellenza, al secolo Natuzza. Per tutti il totem conterraneo del dono dell’ubiquità.

E dire che proprio la Protezione civile regionale ha deciso di accentrare e governare di primo petto tutta la distribuzione dei vaccini regionali, fino a poco tempo fa destinata in devolution, ogni Asp ha fatto per sé. Tempi in cui, guarda caso ma potrebbe non essere per niente un caso, proprio l’Asp più grande e densa di vaccinandi, quella di Cosenza, ha fatto il pieno. Ha tirato la carretta di Calabria, contribuendo alla lenta risalita regionale della china dagli ultimi posti nella graduatoria su fiale somministrate al “centro classifica” delle ultime ore. Tempi in cui, fino a non molti giorni fa, l’Asp di Cosenza con ottimi centri vaccinali sparsi in provincia ha pompato dosi fino ad una proiezione di 320mila fiale in 40 giorni. Del milione di prime dosi in tutta la Calabria quasi 350mila sono state inoculate dall’Asp di Cosenza.

D’improvviso i disservizi, la nevrosi, le code, le fiale che mancano e il gran caos delle ultime ore a Corigliano, a Casali del Manco, a Mormanno, a Montalto. Persino a Rende, al Parco Acquatico, considerato fiore all’occhiello. Solo un caso l’improvviso insorgere dei problemi in provincia di Cosenza con poche dosi e molta fila incazzata sotto il sole? Oppure il tutto ha qualcosa a che fare con l’accentramento dei poteri in capo alla Protezione civile regionale del “mistico” Fortunato Varone? Chissà. Certo la vaccinazione (con Pfizer) di tutti i dipendenti regionali non gioca mediaticamente a favore della Cittadella. Eppure proprio lui, il “mistico”, scarica ogni problema che s’è generato nelle ultime ore proprio addosso all’Asp di Cosenza. «La campagna vaccinale in Calabria sta procedendo a buon ritmo, tanto da raggiungere l’89,7% – dice Varone – nel rapporto tra dosi somministrate e consegnate, a livello di regioni come il Piemonte. Alcuni disagi si possono verificare ma si sta intervenendo prontamente e positivamente. Come occorre rispondere in modo chiaro alle notizie diffuse in maniera errata. L’Azienda Sanitaria di Cosenza ha dichiarato, ad esempio, di essere stata tagliata fuori dalla distribuzione dei vaccini. Niente di più falso, confermato anche dal piano di distribuzione per tutto il territorio regionale che periodicamente viene pubblicato sul sito rcovid19.it, al fine di garantire la massima trasparenza. La Protezione Civile – continua Varone – con la centralizzazione della gestione dei vaccini, ha ottimizzato il sistema, portandolo ad oltre il 90% di utilizzo delle dosi, con una migliore gestione delle giacenze e assegnazione degli arrivi. Ne consegue una distribuzione dei vaccini puntuale e mirata sulla base delle prenotazioni di prima e seconda dose. Stiamo dando periodicamente tutte le indicazioni e se le farmacie e gli hub non rispettano il programma assegnato mettono in difficoltà tutta l’organizzazione e si creano i disagi per gli utenti. Nel caso specifico, la farmacia dell’Asp di Cosenza non ha chiaramente seguito il piano di distribuzione. Le dosi c’erano e non è stata fatta una sottofornitura».

Chissà se ha ragione Varone, il nipote di Natuzza la mistica. Oppure se ad un certo punto qualcuno dalle parti di Germaneto ha perferito far alzare un freno alla cavalcata vaccinale dell’Asp di Cosenza. Non è facile indovinare chi può aver torto o ragione. Certo se si chiede un parere a chi sul cellulare trova conferma di prenotazione in piattaforma regionale e poi in hub non trova traccia del suo nome, come fosse sparito, una qualche risposta può arrivare. Di quelle “mistiche”. In dialetto calabrese però…

I.T.