Taroccovid, il “tarocco di Calabria”: in arancione grazie alla “sparizione” di 620 casi positivi

Nel report ministeriale 29 marzo-4 aprile figurano trasmessi in piattaforma dalla Calabria 2.174 nuovi casi di positività. Che invece, nello stesso periodo e su monitoraggio delle Asp, sono 2.794

L’unica speranza, che al contrario per più d’uno può persino trasformarsi in un auspicio, è che siccome il “tarocco” è frutto tipico di Calabria ma anche di Sicilia la vicenda non prenda poi dalle nostre parti la piega (giudiziaria) che ha preso invece nella vicina isola. Dove s’è scoperto che si può anche scientificamente abbassare la “febbre da Covid” così da occupare una zona con colori più mitigati. Più dolci.
Storie di Covid, quindi. E di “tarocchi”. In Sicilia come in Calabria, di alberi “generosi”, non ne mancano del resto.

È la settimana decisiva per il passaggio in zona arancione della Calabria, tra lo stupore più o meno generale perché nel frattempo il virus non solo non è mai arretrato ma cresce quotidianamente e in modo inquietante.
Venerdì 9 aprile la cabina di regia consegna al ministero di Speranza il suo monitoraggio e le sue deduzioni sulla Calabria. Da qui il responso, il passaggio in zona arancione da lunedì 12. La decisione “scientifica” si basa su dati che riguardano la Calabria nella settimana compresa dal 29 marzo al 4 di aprile, con aggiornamento fino al 7 ma fuori sacco, nel senso che contano quelli raccolti fino al mercoledì. Dati caricati sulla piattaforma ministeriale dalla Regione, ovviamente. E sennò da chi. Bene, anzi male. Molto male. Perché nel periodo compreso tra il 29 marzo e il 4 aprile risultano caricati in piattaforma, dalla Regione Calabria, 2174 nuovi casi di Covid così per come, incontrovertibilmente, certifica il Report 47 del ministero della Salute. Un numero più che discreto ma non del tutto allarmante, evidentemente. Numero che convince i tecnici, sul filo di lana, a consigliare la retrocessione (incredibile) della Calabria in zona arancione e quindi con meno restrizioni. Bene, anzi male. Molto male.
Perché invece i casi “veri” nello stesso periodo di tempo, su monitoraggio delle Asp che poi finisce nel bollettino quotidiano, sono di più. Decisamente di più. Quasi un terzo in più. Ben 620 in più. La Regione Calabria ha così caricato un dato non vero, in piattaforma. Se da intendersi svista, dimenticanza, o “tarocco” è presto per dirlo. Certo è che sono “spariti” dalla contabilità 620 nuovi casi di Covid nella settimana peraltro decisiva al cambio di colore. Sono stati comunicati 2.174 casi anzicché gli effettivi 2.794. Basta fare una semplice addizione per dimostrare la “svista”…

· COVID-19, BOLLETTINO DELLA REGIONE CALABRIA DEL 29 MARZO 2021
Presidenza – Catanzaro, 29/03/2021
Le persone risultate positive al Coronavirus (+201 rispetto a ieri)
· COVID-19, BOLLETTINO DELLA REGIONE CALABRIA DEL 30 MARZO 2021
Presidenza – Catanzaro, 30/03/2021
Le persone risultate positive al Coronavirus (+300 rispetto a ieri)
· COVID-19, BOLLETTINO DELLA REGIONE CALABRIA DEL 31 MARZO 2021
Presidenza – Catanzaro, 31/03/2021
Le persone risultate positive al Coronavirus (+347 rispetto a ieri)
· COVID-19, BOLLETTINO DELLA REGIONE CALABRIA DEL 01 APRILE 2021
Presidenza – Catanzaro, 01/04/2021
Le persone risultate positive al Coronavirus s (+522 rispetto a ieri)
· COVID-19, BOLLETTINO DELLA REGIONE CALABRIA DEL 02 APRILE 2021
Presidenza – Catanzaro, 02/04/2021
Le persone risultate positive al Coronavirus (+465 rispetto a ieri)
· COVID-19, BOLLETTINO DELLA REGIONE CALABRIA DEL 03 MARZO 2021
Presidenza – Catanzaro, 03/04/2021
Le persone risultate positive al Coronavirus (+448 rispetto a ieri)
· COVID-19, BOLLETTINO DELLA REGIONE CALABRIA DEL 04 APRILE 2021
Presidenza – Catanzaro, 04/04/2021
Le persone risultate positive al Coronavirus (+511 rispetto a ieri).
La somma non è complessa:
201+300+347+522+465+448+511= 2794

Il ministero della Salute ha quindi preso una decisione su consiglio della cabina di regia che a sua volta ha valutato la quota di rischio in Calabria basata su dati che “dimenticano” più di 600 casi Covid in una settimana.
La vicenda, come è facile immaginare, si circonda di scure nubi e retropensieri perché tra l’altro si inserisce in un contesto e in una fase non propriamente edificanti per la regnanza politica calabrese. Detta in altri termini, non mancano né i cattivi pensieri e né le possibilità che sia andato in scena il più classico dei “tarocchi di Calabria”.
Una vicenda, e qui le “piante” sono davvero simili, che ci si augura non somigli invece più di tanto, a proposito di “tarocchi”, al putrido verminaio scoperchiato in terra di Sicilia, dove fedifraghi funzionari dell’assessorato regionale alla Sanità, truffaldinamente, taroccavano i dati per scongiurare la zona rossa, almeno secondo i magistrati inquirenti. Ma qui, dalle nostre parti, si sarà trattato quasi certamente di una svista invece. Si, è vero, si vota ad ottobre ma chi se la sente di pensare che qualcuno dei “nostri” si possa mettere a giocare sulla pelle della gente per un piccolo calcolo elettorale…

Ant.Cia.