Il Covid ora “abita” nel Sud, in Calabria la percentuale più alta

La Campania supera la Lombardia per contagi in termini assoluti e guida la classifica del Paese ma in rapporto ai tamponi fatti è da queste parti che si registra l'incremento maggiore: il 14,3% dei test (tra molecolari e antigenici) è risultato positivo

Non “abita” più a Nord il Covid 19, almeno in questa fase. La sua migrazione preferenziale lo ha trasferito più a Sud, nel Mezzogiorno del Paese. Prologo della discesa della terza ondata, con ogni probabilità. Ma di certo le radici del coronavirus al di sotto di Roma si fanno sentire con un incremento dei contagi in quasi tutte le regioni, fatta eccezione per Molise e Basilicata (almeno per ora).
La Sardegna zona bianca è un ricordo non troppo lontano, qualche aperitivo di troppo ed ecco la zona rossa e le cose stanno persino peggiorando nel corso di questa settimana.
In Campania il numero di nuovi positivi più alto del Paese in termini assoluti, 2.212, superata anche la Lombardia con 2.153 casi e una vagonata di tamponi (50mila). Segno evidente che Milano respira e Napoli trema.
Se la passano molto male anche la Sicilia, con 1.542 nuovi casi e la Puglia, in rosso ma con prospettive peggiori, 1.488 nuovi casi e tasso di positività al 10,9%.
Ma chi se la passa peggio in termini percentuali, la più alta incidenza d’Italia, è proprio la Calabria che però, incredibilmente, si trova in zona arancione. Anche oggi è dal Pollino allo Stretto che si registra la percentuale più alta di positivi su tamponi effettuati, tra molecolari e antigenici: ben il 14,3%. Una percentuale impressionante, da due settimane ormai mai al di sotto del 10%. E questo senza tenere conto dei tamponi ancora da processare (a Lamezia non ne sono stati fatti per niente perché l’Asp di Catanzaro non ha rinnovato la Pec, tanto per dire…). Ci sono interi nuclei familiari con positivi dentro che attendono ancora la formulazione della quarantena da parte dell’Asp di riferimento e il relativo tracciamento e tamponi molecolari. A Cosenza il sindaco Occhiuto parla apertamente di almeno duecento positivi in più che debbono ancora essere certificati dal tracciamento Asp mentre da fonti vicine alla polizia municipale non si fa mistero di notificare centinaia di quarantene praticamente ogni giorno, ben oltre il bollettino quotidiano che, come è tristemente noto, viene poi spalmato con calma nel report da inviare a Roma. Senza fretta, magari un po’ alla volta.
La sensazione netta è insomma di una Calabria in piena invasione pandemica, al centro di un Sud che ora soffre molto più del Nord. Numeri da zona rossa, da queste parti. Con mezza Sila già recintata dentro maggiori restrizioni, lo Jonio cosentino dove ci siamo quasi e l’area urbana del capoluogo con buone probabilità di tingersi di rosso già ad inizio settimana. L’arancione, quello vero, può attendere…
F.G