Il Covid entra nelle caserme, l’allarme del SIULM

Amedeo Di Tillo del coordinamento nazionale del sindacato, mette in guardia contro i rischi di un aumento dei contagi tra le forze dell'ordine

Il coronavirus è arrivato anche nelle caserme e nonostante gli sforzi di applicare le misure di sicurezza, tra le forze armate si registra un preoccupante aumento di casi.
I contagi, per ora, sono circoscritti ma il trend è in crescita anche a causa di una mancanza di profilassi e di prevenzione.
Ci tengo a sottolineare che siamo stati tra i primi a segnalare per tempo alle autorità competenti le difficoltà e i rischi potenziali ai quali andava incontro la nostra categoria e se lo abbiamo fatto non è per rivendicare un primato bensì per senso del dovere e di responsabilità.
La situazione in questo momento è critica. Senza volere creare allarmismi, credo sia necessario evidenziare almeno due fattori: per ogni persona contagiata devono entrare in quarantena tutti i colleghi il che significa, a livello di numeri, molti agenti in meno sul territorio con un chiaro pericolo per la pubblica sicurezza.
Ciò nonostante lo sforzo per dotare gli uomini di un numero adeguato di Dpi tra mascherine FFP3, guanti e gel disinfettanti.
Come Siulm, abbiamo fatto sapere che tutti i corsi di formazione e i concorsi sono stati annullati o rimandati e che nelle caserme si sta provando a riorganizzare la vita quotidiana rispettando le nuove misure di sicurezza imposte dal governo. Ma isolare e circoscrivere i contagi è una battaglia non semplice: più caserme in quarantena contemporaneamente significa far lavorare in deficit le forze sul territorio con tutto quelle che ne consegue in termini di capacità operativa e presenza sul territorio.
Nelle zone rosse le forze dell’ordine lavorano nelle condizioni più stressanti, ma anche nel resto d’Italia, chi esercita una professione di aiuto alla cittadinanza, è comunque più esposto al contagio, anche perché spesso i militari sono tra i primi a intervenire per le misure di contenimento in caso di sospetti contagi.
Nel corso di questi mesi abbiamo chiesto un intervento urgente di carattere preventivo, dal momento che il virus ha la caratteristica di diffondersi rapidamente da persona a persona.
E anche se – va detto – ci stiamo muovendo nella giusta direzione, occorre fare di più per garantire ai militari e alle loro famiglie la piena sicurezza nello svolgimento del loro lavoro. Perché i casi che al momento risultano tutto sommato circoscritti potrebbero aumentare e, al momento, dobbiamo considerare questo come un rischio possibile. Perciò è importante rispettare le regole e applicare nelle caserme le norme di sicurezza e di prevenzione affinché non vengano intaccate l’efficienza e l’operatività dei servizi.
Dobbiamo attivarci subito con screening tempestivi per prevenire le situazioni emergenziali, garantire la massima sicurezza e la giusta dignità lavorativa per tutti i militari.
La tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori è un principio di diritto di ogni paese democratico. Ed un caposaldo della nostra Costituzione che non deve mai essere calpestato.