Report Arpacal, nei limiti i dati della centrale di Simeri Crichi

I dati del monitoraggio della qualità dell’aria della rete Edison SpA di Simeri Crichi nei limiti di legge.

È questo in sintesi quanto trasmesso alla società titolare dell’impianto, e consultabile da oggi sul sito web dell’Arpacal, nella relazione dell’anno 2020 sulla qualità dell’aria della centrale a turbogas Edison di Simeri Crichi, in provincia di Catanzaro.

Il documento analizza, oltre ad alcuni parametri fisici e meteorologici, l’andamento dei principali inquinanti: NO2 (biossido di azoto), CO (monossido di carbonio), O3 (ozono), PM10 (particolato), PM2,5 (particolato), CH4/NMHC (composti metanici e non metanici). I parametri fisici e meteorologici misurati sono: Temperatura, Umidità relativa, Velocità del vento, Direzione del vento, Pressione atmosferica e Pioggia.

Le emissioni della centrale termoelettrica a ciclo combinato della Edison, della potenza complessiva di 860 MW (Mega Watt, ndr), sono misurate da due centraline di rilevamento della qualità dell’aria, di cui una dotata di sensori per il monitoraggio dei dati meteorologici, poste all’esterno dell’impianto, nelle località Apostolello e Pietropaolo.

In particolare, dall’analisi dei dati registrati presso per la stazione denominata “Pietropaolo” – secondo quanto precisa il report Arpacal–per il biossido di azoto (NO2), nel periodo di monitoraggio non sono stati registrati superamenti del valore limite orario e della soglia di allarme; per il monossido di carbonio (CO), nel periodo di monitoraggio non si è registrato alcun superamento del valore limite della massima media mobile sulle 8 ore; per il particolato atmosferico (PM10), nel periodo di monitoraggio si sono registrati 4 casi di superamento del valore limite normativo, espresso come media giornaliera, pari a 50 µg/m3, da non superare per più di 35 volte per anno civile; per il particolato atmosferico (PM2,5), nel periodo di monitoraggio non si è registrato superamento del valore limite normativo, espresso come media annua, pari a 25 µg/m3; per l’ozono (O3), nel periodo di monitoraggio si sono registrati 3 superamenti del valore obiettivo, pari a 120 µg/m3 espresso come massima media mobile sulle 8 ore da non superare più di 25 volte per anno per anno civile come media su 3 anni e nessun superamento della soglia di informazione e della soglia di allarme.

Per la stazione denominata “Apostolello”, invece, per il biossido di azoto (NO2), nel periodo di monitoraggio non sono stati registrati superamenti del valore limite orario e della soglia di allarme; per il monossido di carbonio (CO), nel periodo di monitoraggio non si è registrato alcun superamento del valore limite della massima media mobile sulle 8 ore; per il particolato atmosferico (PM10), nel periodo di monitoraggio si sono registrati 10 casi di superamento del valore limite normativo, espresso come media giornaliera, pari a 50 µg/m3, da non superare per più di 35 volte per anno civile; per il particolato atmosferico (PM2,5), nel periodo di monitoraggio non si è registrato superamento del valore limite normativo, espresso come media annua, pari a 25 µg/m3; per l’ozono(O3), nel periodo di monitoraggio si sono registrati 13 superamenti del valore obiettivo, pari a 120 µg/m3 espresso come massima media mobile sulle 8 ore da non superare più di 25 volte per anno per anno civile come media su 3 anni e nessun superamento della soglia di informazione e della soglia di allarme.

L’attività di monitoraggio è a cura del Dipartimento Arpacal di Catanzaro, guidato da Francesco Nicolace, attraverso il Servizio tematico Aria, diretto da Francesco Italiano coadiuvato dai tecnici Annalisa Morabito e Francesco Iuliano.