“Io ci sono: l’arcobaleno delle emozioni”

Il progetto pilota sulla gestione delle emozioni al tempo del distanziamento sociale sarà promosso dalla prossima settimana a Rende nelle scuole primarie di Santo Stefano, Arcavacata e Quattromiglia. La consigliera comunale De Rose: “L’auspicio è che questo progetto pilota permetta ai bambini di comprendere le proprie emozioni, sapersi immedesimare negli altri, sviluppare empatia”.

“Io ci sono: l’arcobaleno delle emozioni” è questo il nome del progetto pilota sulla gestione delle emozioni al tempo del distanziamento sociale che sarà promosso dalla prossima settimana a Rende nelle scuole primarie di Santo Stefano, Arcavacata e Quattromiglia.
Nata dalla collaborazione tra la consigliera di maggioranza Marisa De Rose, le volontarie dell’associazione Cherry Saf guidate dalla dottoressa Carla Gaudio e la dirigente Passarelli, l’iniziativa: “Sarà occasione di incontro e confronto con i bambini e le loro famiglie sulle relazioni a distanza ai tempi del Covid. Durante le sessioni di incontro si cercherà di trovare nuovi modi per mantenere le relazioni anche a distanza e far vivere ai bimbi questo periodo di crisi con serenità e ottimismo. Gli incontri devono pertanto rappresentare un momento di svago che, in modalità ludiche e laboratoriali, offriranno ai bambini gli strumenti adatti ad affrontare la quotidianità nell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo a causa del Covid-19”, ha spiegato l’assessora ai beni comuni Lisa Sorrentino.
“Il nostro ruolo di adulti in questo momento particolare, è più che mai quello di protezione, esempio e guida nei confronti dei più piccoli. Attraverso la narrazione aiuteremo loro a condividere e a dare un nome alle emozioni vissute, a costruire un vocabolario per parlare delle proprie esperienze e a illustrare i diversi modi in cui le persone reagiscono alle avversità, condividendo le buone prassi”, ha proseguito la consigliera De Rose.
Gli incontri che si svolgeranno sia in modalità online che all’aperto, saranno svolti in sessioni da un’ora alla settimana durante le attività scolastiche: “Far partecipare attivamente i bambini, proponendo attività che li facciano sentire parte integrante del gruppo classe e non fruitori passivi, come spesso avviene nelle lezioni svolte in DAD è il nostro obiettivo primario insieme alla ricerca di nuovi i modi per mantenere le relazioni anche a distanza e far vivere ai bambini questo periodo di crisi con serenità e ottimismo” ha dichiarato la consigliera che ha aggiunto: “le attività narrative includeranno storie sul virus che contengono messaggi di prevenzione per la diffusione della malattia. La narrazione sarà accompagnata da illustrazioni e disegni per rendere la comunicazione efficace anche qualora ci fossero bambini con disabilità intellettiva. Si proporranno attività come la realizzazione di vignette e fumetti per prevenire un ulteriore impoverimento comunicativo, simbolico e cognitivo”.
“L’auspicio –ha concluso la De Rose- è che questo progetto pilota permetta ai bambini di comprendere le proprie emozioni, sapersi immedesimare negli altri, sviluppare empatia”.