Covid e scuole, ai giudici del Tar (comodamente da casa) la decisione…

Con ogni probabilità è atteso già lunedì il pronunciamento in formula monocratica a proposito del ricorso di alcuni genitori (presso il solito studio legale) contro l'ordinanza di Spirlì. Sullo sfondo il parere (monito) dell'Iss e le istanze pronte di altri genitori disposti a chiedere i danni contro i ricorrenti

Con gergo più trash e confinante con il volgare si potrebbe tradurre diversamente l’andazzo che sta prendendo in Calabria la piega dei ricorsi al Tar contro la chiusura delle scuole. Della serie, sta andando a p……
Non potrebbe essere diversamente, del resto. Non esiste in nessun altro angolo del Paese un tasso di agilità dei singoli cittadini e genitori ad approcciarsi al Tar contro ordinanze della Regione Calabria. Per altri versi, e per altre faccende, per solito il Tribunale amministrativo regionale richiede altri tempi e altre “liturgie”, alcune delle quali non sempre hanno occupato le pagine più nobili dei giornali. Da un po’ di tempo invece e avverso le ordinanze di chiusura delle scuole s’è instaurata una corsia quasi preferenziale tra alcuni genitori (confluiti nel solito e ben noto studio legale) e proprio il Tar, spesso e volentieri nella sua formulazione più autorevole e monocratica. Per cui non è azzardato immaginare che a ricorso presentato il sabato è lecito attendersi un pronunciamento persino già lunedì, ovviamente solo per quanto riguarda la sospensiva dell’ordinanza di Spirlì e non il merito. Tempi più che record, quasi da perimetro aglosassone. La presidenza del Tar in formulazione monocratica, ovviamente e comodamente da casa perché il Covid c’è ed è meglio che rappresenti un rischio per “l’altro da sé”, già lunedì potrebbe azzerare e sterilizzare l’ordinanza di Spirlì che ha chiuso in presenza e per due settimane la didattica di tutte le scuole fatta eccezione per gli asili nido. Rispetto al solito, però, e rispetto cioè alle altre sospensive del Tar a seguito di ricorsi dei soliti genitori presso il solito studio legale ci sono delle novità non da poco.
La prima è rappresentata dall’allarme del Cts (Comitato tecnico scientifico) che non solo ha incoraggiato tutte le istituzioni a reprimere il più possibile ogni tentazione di contatto sociale, stavolta inclusa la scuola che anzi è considerata palesemente ad altro rischio in ogni sua formulazione e grado. Quanto, il Cts, ha quasi incoraggiato le Regioni a prendere delle decisioni in tal senso e a prescidere dall’indice di trasmissibilità e dal colore in cui ci si trova. Quasi a voler sdoganare anche legalmente il concetto di prevenzione e di tutela della salubrità ante-facto, in presenza peraltro di varianti incontenibili. Della serie, prima che accada e prima che sia troppo tardi è lecito (ancorché scientificamente consigliato) intervenire. A questa nuova e giuridicamente rilevante posizione del Cts è legata la seconda novità a proposito dei ricorrenti. Decine e decine di famiglie sono intenzionate a supportare e difendere l’ordinanza di Spirlì singolarmente o in forma associata. Chiedendo cioè i danni materiali e immateriali se le scuole dovessero essere riaperte e i loro figli dovessero ammalarsi e/o diventare veicolo del virus a seguito di contatti avvenuti a scuola, con compagni o personale docente e non docente. Un noto studio legale è stato già preventivamente contattato e coinvolto e si attende l’esito della decisione del Tar per le relative determinazioni. Perché la guerra al Covid di Calabria, in Calabria, si è anche trasformata in una intifada giuridica (e politica) a colpi di ricorsi (e di studi legali). Il resto lo fa il Tar, ovviamente e comodamente da casa sia ben chiaro. Non è il tempo questo per le “contaminazioni”…

I.T.