Welcome to Cosenza, la variante inglese alla cosentina…

Lo “sbarco” anglosassone del Covid sarebbe noto da giorni ma tenuto sotto traccia dai vertici sanitari. Rivisti i tempi delle quarantene delle famiglie e caos totale in diverse scuole dell'area urbana

Lo “sbarco” della variante inglese del Covid nell’area urbana di Cosenza sarebbe noto da giorni alle autorità sanitarie salvo, ovviamente, comunicare alle scuole interessate di tenere sotto traccia la notizia. Della serie, care famiglie la notizia dell’avvento “anglosassone” è certa ormai ma siete pregati di non diffondere il dato. Questo il messaggio poco in codice che sarebbe partito dal comando di scuole pubbliche e private di Cosenza non prima d’aver ricevuto “ordini” dai vertici sanitari. Da lunedì o da martedì la notizia di alcuni casi conclamati di variante inglese nell’area urbana di Cosenza è cosa certa nelle chat infuocate dei genitori. Una scuola elementare privata e almeno un paio di scuole pubbliche ne sarebbero interessate, con la prima che ha sviluppato qualche settimana fa un cluster numerico difficilmente comprensibile se non in chiave “inglese”, una trentina di contagiati su un centinaio di “utenti”. Numeri in percentuale da capogiro e in breve tempo, più che sufficienti a comprendere che l’avvento inglese del Covid è nelle contrade di Cosenza ormai da tempo (qualcuno giura d’averne anche contezza nel tracciamento originario, un genitore rientrato dall’Inghilterra). Da una scuola all’altra il rimbalzo è un attimo così come da una famiglia a un’altra e il fatto che il Celio di Roma restituisca alla spicciolata le “sentenze” analitiche dei tamponi inviati dall’Asp è tutto da rileggere in alcune comunicazioni che stanno arrivando in queste ore. Alcune famiglie interessare a casi Covid nelle scuole pubbliche e private di Cosenza sono state contattate dai vertici sanitari con una raccomandazione in sottofondo, occhio che probabilmente è da rivedere il criterio e la tempistica delle quarantene. Che dai 12 e 14 giorni del Covid “normale” rischia di passare ai 21 e oltre in caso di variante inglese. Con tutto quello che ne consegue in termini di tamponi “liberartori”, che in gran parte andrebbero rifatti così da conlcamare la fine delle quarantene. Il problema è però che molte famiglie interessate a casi Covid nelle scuole di Cosenza hanno ottenuto la “liberatoria” nella scorsa settimana, dopo la negatività dei tamponi. Ma l’avvento conclamato (e prevedibilissimo) della variante inglese ora cambia la partita perché per tutti si allunga (retroattivamente) il tempo della quarantena.
Probabilequindi un “fermi tutti” tardivo però, perché nel frattempo ognuno ha ripreso anche familiarmente la propria vita e le proprie frequentazioni e non è facile riavvolgere il nastro del tracciamento. Senza contare, come detto, che più d’uno potrebbe essere costretto a sottoporsi nuovamente al tampone dal momento che la negatività certa alla variante inglese richiede tempi più lunghi.
Del resto che fosse più che in agguato la variante Covid nell’area urbana di Cosenza non è notizia che può cogliere di sorpresa dal momento che ne ha parlato una dirigente scolastica interessata al cluster e ne hanno “parlato”, soprattutto, i numeri, molto sostenuti in termini di contagio. Ora la preoccupazione è tutta rivolta al tracciamento tempestivo che non c’è stato ed è tutta rivolta alle scuole (materne, elementari e medie) particolarmente “appetite” proprio dalla variante inglese, ovviamente tenendo conto che gli esiti dei tamponi inviati a Roma per l’analisi delle sequenze sono molto ma molto a rilento. Nel frattempo, dentro e fuori le scuole, accade e può accadere di tutto e non si spiega diversamente la domanda in forte aumento nelle ultime ore di tamponi in tutti i laboratori privati dell’area urbana (anche se gli antigenici, per la variante Covid, pare siano pressocché inituli, non lo acchiappano e generano falsi negativi). Lo stesso Spirlì, per niente nuovo alla battaglia e alla materia, pare voglia forzare la mano nelle prossime ore osando nuovamente una chiusura di tutte le scuole sotto la “copertura” della campagna vaccinale per i docenti. Una specie di buona formula per evitare guai peggiori che secondo l’Iss sono una certezza ormai. Nei prossimi 15 giorni, secondo l’Istituto superiore di sanità, le scuole tra materne e medie saranno travolte dalla variante inglese che pare prediligere proprio questo target, molto spesso indifeso rispetto ai parametri da contagio. E solo nella giornata festiva di domenica, e con la sonnolenza tipica di Calabria tra vuoti di comando e regnanza latitante, si contano ben 160 nuovi positivi ma con poco più di 1600 tamponi (antigenici compresi, considerati ormai spazzatura in termini di variante ingliese). Il risultato è una percentuale di positivi su tamponi vicina al 10% che è tra le più alte del Paese, anche più alta di alcune regioni finite in zona “arancione”. Colore e perimetro che difficilmente la Calabria (Rt a 1,01) eviterà dal prossimo fine settimana dal momento che potrebbe registrarsi la seconda settimana consecutiva di peggioramento complessivo dei dati.

I.T.