Sanitari assolti con ampia formula, la cartella clinica non era falsa

Assolti con formula piena “perché il fatto non sussiste”. Per l’ostetrica Esposito Maria Giovanna, difesa di fiducia dagli Avvocati Pasquale Catalano e Fiorella Cimino, e i tre ginecologi del reparto di ginecologia e ostetricia dell’Ospedale di Corigliano-Calabro, dott. Santo Anna, difesa di fiducia dall’avv. Angelo Lavorato; dott. Pranteda Giuseppe, difeso di fiducia dagli Avv.ti Francesca Rosa e Beniamino Rizzuti; dr. Campana Leonardo, difeso di fiducia dagli Avv.ti Giovanni Antonio Milito, tutti del foro di Castrovillari, nonché gli Avv.ti Roberto Fiore e Teresa Campana del foro di Roma, è stata esclusa la materiale falsificazione della cartella clinica la cui rilevanza penale era stata imputata ai sanitari che avevano assistito al parto della sig.ra M.A.
I quattro sanitari arrivati a processo, sono stati quindi prosciolti dalle accuse. Nei loro confronti, la Procura aveva ipotizzato la falsificazione materiale della cartella clinica attraverso la sostituzione del nominativo del ginecologo assistente al parto in forza della sovrapposizione in cartella dei nominativi (Campana su Santo) e l’aggiunta nella descrizione dell’intervento di manovre effettuate per la fuoriuscita del feto.
L’indagine era scaturita dall’intercettazione ambientale relativa ad una conversazione avvenuta tra due dottoresse del reparto che, pur non avendo assistito al parto, si lasciavano andare a commenti circa una presunta riscrittura della cartella ordinata dall’allora primario, di fatto poi valutati dal Tribunale in assenza di prove come “meri pettegolezzi o voci di corridoio.
Finiti sotto processo, i sanitari hanno avuto modo di dimostrare nel corso dell’istruttoria dibattimentale che alcuna manipolazione della cartella era stata mai consumata.
I testi escussi, nonché le stesse parti civili costituite, hanno confermato che in occasione del parto del 17/12/2012 il medico ginecologo responsabile era proprio il dottore indicato in cartella, Campana Leonardo, mentre la dott.ssa Santo, amica della partoriente, era presente solo per mero supporto alla stessa.
Allo stesso modo è stato chiaramente ricostruito da tutti i testimoni e dalle parti civili che a coadiuvare il dott. Campana inizialmente era presente un’altra ostetrica e che a causa di un pericoloso impedimento insorto nell’espulsione del feto, bloccatosi al piano perineale, il ginecologo ebbe a richiedere l’immeditato e provvidenziale intervento dell’ostetrica Esposito Maria Giovanna, la quale precipitandosi nella sala parto, con una provvidenziale e sola tempestiva manovra favoriva finalmente la fuoriuscita del feto.
Il Giudice monocratico del Tribunale di Castrovillari, Dott.ssa G. A. Ferrucci, “sulla scorta di quanto anche riferito dalla parte civile”, ha escluso che la cartella avesse riportato falsità materiali nella sua redazione, ed ha ritenuto non sussistente in capo ai predetti sanitari alcuna ipotesi di reato, mandandoli assolti con ampia formula perché il fatto non sussiste – tanto si legge nella sentenza n.56/21.
Con questa pronuncia è stata ripristinata la verità, nonché il decoro e l’onore dei quattro professionisti che ingiustamente e in maniera sconveniente vennero collegati anche dalle cronache locali del passato ai disonori della maxinchiesta giudiziaria denominata “Medical market”.