Corap, retribuzioni “gonfiate”: sequestrati beni a tre dirigenti

In violazione del contratto di lavoro, il Consorzio gli riconosceva illegittimamente ulteriori assegni ad personam. Per lo stesso reato è indagata anche Maria Rosaria Guzzi, commissario straordinario pro tempore dell'ente

I militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo per equivalente per un importo complessivo di 168.666 euro, emesso dal gip del Tribunale di Catanzaro, dottor Giulio G. De Gregorio, nei confronti di  Pasqualino Fillella (classe ‘79, di Paola), Francesco Rechichi (classe ‘66, di Reggio Calabria) e  Filippo Valotta (classe ‘64, di Vibo Valentia), dirigenti del Corap (Consorzio Regionale delle Attività Produttive) di Catanzaro, indagati per peculato. Per il medesimo reato è indagata anche il commissario straordinario pro tempore del Corap, dottoressa Maria Rosaria Guzzi (classe ‘55, di Castrolibero).

L’indagine. L’indagine, diretta dai sostituti procuratori, dottoressa Chiara Bonfadini e dottoressa Anna Chiara Reale con il coordinamento del procuratore aggiunto dottor Giancarlo Novelli e del procuratore della Repubblica, dottor Nicola Gratteri, è stata avviata lo scorso anno dal Nucleo di Polizia Economica-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro in collaborazione con la Sezione di Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza, muovendo da una denuncia sporta dal Revisore Unico del Corap, con la quale erano state segnalate irregolarità nella retribuzione erogata dall’Ente in favore dei dirigenti, sin dal momento del loro transito dagli ex Consorzi Provinciali Asi (Area di Sviluppo Industriale) al neo istituito Corap.

Le indagini, avviate nel 2020 dai finanzieri, hanno consentito di accertare che i dirigenti avevano inizialmente sottoscritto, con il Commissario Straordinario pro tempore del Corap, accordi contrattuali in forza dei quali il livello di retribuzione loro spettante era stato correttamente parametrato al trattamento economico previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di riferimento, valevole per quel settore.

Nella sostanza, invece, è accaduto che, dopo soli 10 mesi dalla sottoscrizione dell’accordo iniziale, venissero comunque illegittimamente riconosciuti, agli stessi tre dirigenti, ulteriori assegni ad personam, per un totale prossimo ai 170.000 euro, introitato dai beneficiari negli anni 2018-2019.

Le irregolarità. La maggiore retribuzione accordata ai tre dirigenti, per questo indagati a piede libero, era stata “contabilizzata” e corrisposta in forza di scritture private le quali, recepite e tradotte dal Commissario Straordinario con propri decreti, avevano dato luogo all’accreditamento di emolumenti, con inevitabili e conseguenti maggiori oneri finanziari a carico dell’Ente. Le indagini avevano, infatti, accertato plurime e specifiche irregolarità nei provvedimenti di spesa adottati dalla  dottoressa  Guzzi, nella sua funzione di Commissario pro-tempore del Corap poiché costei, in accordo con i dirigenti indagati e in violazione a quanto previsto dalle norme sulla gestione dell’Ente stesso, non aveva mai trasmesso alla Giunta Regionale della Calabria, entro il termine di 10 giorni dall’adozione del provvedimento, gli atti amministrativi e di gestione che, in quanto determinanti una spesa per l’Ente stesso, avrebbe avuto l’obbligo di inviare.

Il sequestro. Alla luce delle risultanze investigative, per tanto, il gip del Tribunale di Catanzaro, accogliendo integralmente le richieste avanzate da questa Procura della Repubblica, ha disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca obbligatoria anche per equivalente, delle disponibilità finanziarie e dei beni immobili dei tre dirigenti indagati, sino alla concorrenza del profitto del reato di peculato, per euro 169.000 circa.
In esecuzione del provvedimento in parola, sono state sequestrate dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro disponibilità finanziarie e tre immobili, siti nei comuni di Cosenza e Vibo Valentia.