Covid, dal 15 tamponi (e positivi) in crescita: anche gli antigenici nel report giornaliero

Su disposizione del governo passa la linea di conteggiare pure i test rapidi assieme a quelli molecolari. Crollerà la percentuale (infetti su diagnostica) ma aumenteranno i dubbi: quanti laboratori trasmettono i loro dati all'Asp ogni giorno? E poi sono tutti sicuri?

È il giorno 15 di gennaio il “nuovo giorno” per contare numero su numero il Covid quotidiano. Da venerdì infatti, su disposizione del governo (e su richiesta reiterata di un bel po’ di regioni), anche i tamponi antigenici andanno a finire nel reporo giornaliero, assieme ovviamente a quelli molecolari. Ogni regione dovrà mandare i consueti dati con il risultato dei test molecolari e in un rigo a parte, ben segnalato, anche il conto dei tamponi antigenici. Dopo di che sarà la somma a fare il totale, come diceva Totò. Ma sarà un totale diverso, molto diverso. Secondo alcuni esperti anche un totale rischioso perché rischia di rendere ancora più irrintracciabile il percorso del Covid. Il numero dei positivi che ogni regione segnala ogni giorno salirà, come è del tutto evidente. Perché al trend attuale ci sarà da aggiungere giornalmente il dato dei positivi ai test rapidi che fin qui non è mai entrato nel report quotidiano. Ma siccome al molecolare ci arriva solo chi ha motivo per andarci (ospedalizzati o ospedalizzandi o positivi al rapido in attesa di conferma) va da sé che l’antigenico da sommare abbasserà notevolmente la percentuale positivi su tamponi. Tanto per capirci salirà di molto il numero dei tamponi quotidiani ma non esponenzialmente quello dei positivi. La Calabria potrebbe passare nuovamente sopra i 500 positivi al giorno o anche attorno a mille in cambio però di un numero di test 5 volte gli attuali numeri. O anche di più. Di per sé, ritiene una scuola di pensiero di scenziati, non è una cattiva idea quella di contare anche chi fa il tampone per scrupolo, per lavoro, per sospetto contatto con qualcuno o semplicemente per screening. Perché è questa una indagine che fa scala, che fa “termometro” reale. Il punto però è che ci sono almeno tre problemi immediati all’orizzonte. Il primo, il tampone antigenico ha comunque bisogno di essere confemato dal molecolare. Che in gran parte conferma la diagnosi ma secondo quanto riferisce l’Iss al 30% può anche smontarla, negare quella positività. Quindi ogni giorno ci potremmo trovare dei positivi nel report che poi tutti positivi non sono. Esiste anche il problema inverso però. Che secondo gli esperti è maggioritario. E cioè che solo i test rapidi di ultima generazione fanno fede e quasi certamente sono confermati dal molecolare. Altri sono considerati molto borderline eppure le regioni li infileranno lo stesso nel conteggio. Quindi, con ogni probabilità, non saranno segnalati tra i positivi soggetti che invece sono falsi negativi e che ad un test molecolare qualche giorno dopo possono risultare positivi a tutti gli effetti. Terzo problema, che in Calabria rischia di essere il primo. Quanti laboratori privati inviano realmente i dati ogni giorno all’Asp? Secondo chi se ne intende solo una minima parte. In maggioranza preferiscono tenere in forma esoterica, nascosta, il dato. Privilegiando una specie di riservatezza al cliente (fuorilegge) così da incassare più test possibili. Secondo fonti regionali dovrebbe essere questo dei test rapidi nel report giornaliero un esperimento di una settimana. Può darsi. Sarà meglio allora prendere con le classiche pinze i dati che da domani arriveranno ogni sera…

m.m.