“Guide spericolate” di Diamante, “piange” anche l’opposizione…

Inchiesta "Re Nudo" della procura di Paola, dopo la sospensione dell'assessore Amoroso alcune carte tirano in ballo la consigliera di minoranza (non indagata) Daniela Marsiglia

Se la maggioranza nel Comune di Diamante “piange”, se così si può dire, per la sospensione dell’assessore Amoroso coinvolta nell’inchiesta “Re Nudo” della procura di Paola di certo non è semplice che possa sorridere e spassarsela la minoranza, l’opposizione. E già perché nelle carte del fascicolo per presunte patenti taroccate e visite mediche mai effettuate (dove è coinvolto l’ex sindaco di Scalea Mario Russo, per intenderci) ci finisce anche la consigliera di minoranza Daniela Marsiglia che comunque, allo stato, non è indagata. Marsiglia avrebbe beneficiato di una visita medica da parte di Russo (responsabile Asp di Cosenza sezione Scalea) che in realtà, scrivono gli inquirenti, non è mai avvenuta. È il 22 febbraio del 2017. Secondo la procura, e dopo uno scambio di sms tra Russo e Galiano, vengono inseriti dei dati relativi a Daniela Marsiglia per rinnovo e rilascio patente a seguito di una visita medica che però non c’è mai stata. Non è in anagrafica né in entrarta né in uscita. «Passa che facciamo una fotocopia» scrive in un sms Russo a Galiano che ad un certo punto “realizza” la cosa. Sempre nelle carte di “Re Nudo”, e sempre con Mario Russo protagonista, appare poi anche il padre di Daniela Marsiglia, Dante (volto politico noto in città). Anche lui non indagato, giova ricordarlo. Secondo gli inquirenti, siamo nel maggio del 2017, sempre Mario Russo avrebbe attestato visite mediche mai eseguite nei confronti di Dante Marsiglia al fine del conseguimento e del rinnovo della patente.
I.T.