Covid, 20 mln di perdita per l’agricoltura vibonese

È quanto stimato dall’Istituto Demoskopika. Coinvolto un campione di quasi 200 imprenditori del settore

Nei primi sei mesi dell’anno in corso, le oltre 2,8 mila imprese operanti nel comparto agricolo della provincia di Vibo Valentia avrebbero perso ben 20 milioni di euro di fatturato rispetto allo stesso arco temporale del 2019. Flessione del 32,8% anche per la clientela. Oltre la metà degli imprenditori agricoli, inoltre, potrebbe decidere di chiudere l’attività senza adeguati sostegni economici. E, intanto, solo l’11,5% degli operatori agricoli prevede una crescita per il prossimo anno.
Questi alcuni dei risultati emersi dall’indagine “Ripresa Agricoltura” commissionata dal Gruppo di azione locale “Terre Vibonesi” all’Istituto Demoskopika per analizzare gli effetti del Covid-19 sul settore in provincia di Vibo valentia.
«Il Gal Terre Vibonesi – dichiara il presidente del Gruppo di azione locale, Vitaliano Papillo – in quanto soggetto responsabile dell’attuazione del Programma di Sviluppo Rurale 2024-2020, non poteva non osservare, da vicino, le difficoltà, gli orientamenti e le aspettative che stanno vivendo gli imprenditori agricoli del nostro territorio a partire dalla decisione del blocco totale delle attività dello scorso mese di marzo. In questa direzione, abbiamo inteso, in totale condivisione con le associazioni di categoria, affidare ad un prestigioso Istituto di ricerca il compito di rilevare quanto sta accadendo con il solo obiettivo di attivare ulteriori risposte più consapevoli per sostenere, da un lato, il nostro tessuto imprenditoriale e, dall’altro, sollecitare la Regione Calabria ad assumere decisioni più rispondenti alle reali condizioni di grave disagio degli operatori del comparto. La fiducia accordataci da ben 7 imprenditori su 10 nell’azione svolta, fino ad oggi, per affrontare l’emergenza Covid-19, – conclude Vitaliano Papillo – rappresenta per noi un incoraggiante stimolo per proseguire con la nostra programmazione in modo trasparente e determinato».
«La nostra ricerca sul campo – precisa il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio – ha consentito l’analisi dei principali indicatori economici congiunturali, la misurazione del danno economico e la stima della perdita di fatturato del settore agricolo locale. E, ancora, è stato possibile rilevare il clima di fiducia degli imprenditori, il loro livello di fiducia nelle istituzioni oltre all’agenda dei provvedimenti suggerita dal sistema agricolo locale per fronteggiare e per uscire gradualmente dalla crisi».
Congiuntura economica: negativo il saldo per tutti gli indicatori. Credito e liquidità in vetta. Saldo negativo per tutti gli indicatori economici osservati che posiziona il saldo medio ad un meno 42,9%. Ciò significa, in altri termini, che presenta sempre valori negativi la differenza algebrica tra le percentuali di risposte degli imprenditori agricoli che segnalano un aumento di ciascun indicatore analizzato e quelle che ne indicano una diminuzione, al netto delle percentuali di risposta che segnalano una condizione di invariabilità. E, infatti, analizzando, nel dettaglio, ciascuno degli indicatori, il saldo presenta sempre valori di contrazione: diponibilità di credito (-60,9%), liquidità (-60,2%), investimenti (-46,2%), portafoglio ordini (-45,3%), fatturato (-44,8%), occupazione (-37,5%9 e, infine, prezzi (-5,4%).
Impatto economico: perdita ricavi pesa per il 15,3% sulla ricchezza del settore agricolo. È stimata in oltre 20 milioni di euro la perdita di fatturato del settore agricolo in provincia di Vibo Valentia nel primo semestre del 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una contrazione significativa del sistema pari al 15,3% della ricchezza del comparto agricolo locale che nel 2019 è di poco superiore ai 131 milioni di euro. Una contrazione misurata sull’intero sistema agricolo imprenditoriale del territorio provinciale vibonese nel quale – secondo gli ultimi dati di Movimprese – Infocamere aggiornati al 30 giugno 2020 – operano ben 2.845 aziende con 4.812 addetti dipendenti e indipendenti. E in termini percentuali? Ben 1 imprenditore su 4 ha dichiarato di aver perso tra il 10% e il 30%. Per un significativo 16,5%, inoltre, la perdita si è spinta fino alla soglia psicologica del 50%. Anche sulla clientela, i dati non sono particolarmente confortanti: un terzo degli imprenditori ha dichiarato una perdita minima del proprio mercato di riferimento. Significativo, inoltre, che quasi il 25% abbia amentato una flessione dei propri clienti fino al 30%.
Fiducia nelle istituzioni: 7 imprenditori su 10 “fanno il tifo” per il Gal. È il GAL Terre Vibonesi a riscuotere il maggior livello di fiducia degli imprenditori con il 67,9%. Premiato, ad oggi, il modo con cui ha affrontato la fase di ripresa dalla crisi pandemica. Un dato ancora più significativo se si considera che nessuna delle altre istituzioni monitorate ha superato la soglia del 50%. In particolare, il Governo centrale ha totalizzato un livello di fiducia pari al 49,2%, seguito a distanza dalla Regione (36,5%), dai Comuni (31,5%) e dalle altre istituzioni locali (26,5%).
Lavoro: l’11,2% degli imprenditori costretto a licenziare entro il 2020. Alla luce dell’emergenza sanitaria, quale strada intendono percorrere gli imprenditori agricoli vibonesi in termini di programmazione e di organizzazione del personale? Oltre un terzo degli imprenditori (34,6%) ha pianificato un pieno inserimento del personale in azienda. Per il 13,4% si dovrà ricorrere alla cassa integrazione mentre per l’11,2% saranno necessari i licenziamenti per far fronte alla crisi. Oltre 1 imprenditore su 5 (21,2%) chiederà ai suoi dipendenti un utilizzo delle ferie. Per il 27,4%, inoltre, il problema non sussiste, in quanto il campione ha dichiarato di non avere dipendenti. Con particolare riguardo ai lavoratori stagionali, infine, solo il 6,7% degli interpellati ha dichiarato in aumento le previsioni di utilizzo rispetto al 2019 a fronte di un rilevante 28,5% che, al contrario, ne ha previsto una significativa contrazione.

Agenda degli interventi: 7 imprenditori su 10 “fanno il tifo” per il Gal. Fronteggiare la crisi innescata dall’emergenza sanitaria dl Coronavirus è possibile, ma necessitano misure, azioni e interventi concreti per sostenere il comparto agricolo locale fiaccato dalla prima fase del blocco totale delle attività. In questa direzione, l’indagine ha rilevato un’agenda di possibili suggerimenti ritenuti prioritari dalla business community vibonese operante in agricoltura. In cima si colloca, senza dubbio alcuno, la sospensione del pagamento di tasse e contributi indicata dal 55,9% degli interpellati immediatamente seguita dalla possibilità di messa in campo di contributi a fondo perduto (49,7%). E, ancora, risultano rilevanti altre cinque modalità di risposta ritenute utili dagli operatori agricoli per sostenere le imprese in questo delicato momento: sgravi fiscali e contributivi (31,8%), misure di sostegno alla liquidità anche mediante finanziamenti a “tasso zero” (30,9%), promozione della produzione agricola locale anche con incentivi fiscali (29,7%), estensione e/o il prolungamento degli ammortizzatori sociali (21,2%) e sospensione dei mutui (20,1%). In coda, anche se con percentuali non trascurabili, il campione ritiene proficuo suggerire l’anticipazione dei tempi di erogazione dei fondi della politica agricola comune (PAC) e lo smobilizzo dei crediti delle imprese verso la pubblica amministrazione, risposte indicate rispettivamente dal 16,2% e dal 13,4% degli imprenditori intervistati.