Ndrangheta, “Costa Pulita”, scarcerati i due principali imputati

Tornano in libertà Antonino Accorinti e Nazzareno Colace. Sono scaduti i termini di custodia cautelare anche in virtù del ritardo di due anni del deposito delle motivazioni della sentenza di primo grado del 2018

Il ritardo di due anni del deposito (gup distrettuale di Catanzaro, Pietro Carè) delle motivazioni della sentenza emessa il 31 luglio del 2018, in merito all’operazione antimafia “Costa Pulita”, ha determinato la scarcerazione dei principali due imputati. Scaduti i termini della custodia cautelare, ritornano in libertà (dovranno osservare il solo divieto di dimora in Calabria), Antonino Accorinti e Nazzareno Colace. Antonino Accorinti, al termine del processo abbreviato è stato condannato a 14 anni ed 8 mesi di reclusione, Nazzareno Colace a 14 anni.
Scadenza dei termini massimi di custodia cautelare anche per Cosmo Michele Mancuso, il boss di Limbadi condannato a 10 anni ed 8 mesi. Quest’ultimo rimarrà in carcere perché detenuto per l’operazione “Errore Fatale” (omicidio di Raffaele Fiamingo e tentato omicidio del nipote Francesco Mancuso, detto “Tabacco”).
Si ricorderà che anche tutti gli altri soggetti dell’operazione “Costa Pulita” erano già stati rimessi in libertà nei mesi scorsi in virtù della scadenza dei termini massimi di carcerazione preventiva. Antonino Accorinti è difeso dagli avvocati Giuseppe Bagnato e Salvatore Staiano, Nazzareno Colace dagli avvocati Francesco Sabatino e Francesco Gambardella. Entrambi hanno proposto appello contrario alla sentenza di condanna a 14 anni rimediata in primo grado.