“Rinascita” potrebbe “rinascere”: nuove inchieste all’orizzonte?

Due pentiti (imputati) sarebbero pronti a collaborare con la giustizia. La Dda disponibile a depositare atti integrativi

Il “colossal” è iniziato venerdì (452 imputati) e ci ha pensato direttamente Nicola Gratteri a ricordarlo dagli studi de “la 7” (ma tutti i quotidiani nazionali ne hanno parlato). “Rinascita Scott” viene considerata dal capo della Dda di Catanzaro «pietra angolare» per la decodificazione dei rapporti cancerogeni tra cosche griffate, colletti così bianchi e quindi (alcuni) sporchi, nuclei vitali della pubblica amministrazione. E il processo che per numeri è appena sotto quelli di Falcone e Borsellino è giusto giusto iniziato, sia pure in trasferta e in attesa di far ritorno tra le mura di casa. Con probabili sorprese dentro un orizzonte di pochi giorni. Due degli imputati avrebbero manifestato la volontà di “dare una mano” agli investigatori nel mentre proprio la Dda avrebbe mostrato l’intenzione (anticipata al gup) di corroborare con nuovi e importanti documenti il dibattimento colossal appena iniziato. Della serie, non mancano di certo i colpi di scena al punto che più d’uno non considera per niente azzardata l’ipotesi che possano prendere forma altre inchieste, “satellitari” o “ausiliarie”, rispetto alla prima. Per nulla secondarie però rispetto alla “prima”. Quella “colossal”. Quella che si propone di far condannare le pretese “socioeconomiche” dei Mancuso di Limbadi, dei Fiarè di San Gregorio, passando per gli Accorinti di Zungri e i Bonavota di Sant’Onofrio, fino ai La Rosa di Tropea, ai Soriano di Filandari e ai Cracolici di Maierato. Clan che investono sui “doppiopetto”. Da qui il colossal appena iniziato venerdì, dal quale è escluso Giancarlo Pittelli che sarà giudicato con rito immediato davanti al Tribunale di Vibo Valentia.

I.T.