Maschere napoletane

Santelli sulla scia di De Luca nell'obbligo di mascherine per tutti anche all'aperto. Ma la Campania ha 15 volte i contagi della Calabria e “solo” il triplo (a tratti il quadruplo) della popolazione

Chissà perché nel bel mezzo di un venerdì che dà alla tempesta Jole Santelli decide di “ordinare” a tutti i calabresi l’obbligo della mascherina anche all’aperto. E a tutte le ore. Prevenzione da movida fuori controllo? Ci sta, ci può stare. Certo, meglio sarebbe stato venerdì scorso, con il meteo che prometteva serate estive e dal gomito vicino e alto. Questo fine settimana, al contrario, solo fulmini e saette. Un po’ più complicato svolgere attività di movida forsennata all’aperto. Ma è venerdì sera e ci sta, ci può stare. Ma se è ai più giovani che pensa Santelli, con questa ordinanza, perché obbligare tutti quanti all’uso delle “museruole” ovunque e a tutte le ore? Forse che negli ultimi giorni i dati del contagio alla calabrese stanno facendo tremare i polsi e minacciano sciagure? Non esattamente, a ben vedere. Se si dà retta (e non abbiamo scelta al momento) al lavoro di squadra anticovid capitanata da Tonino Belcastro (sì, proprio lui, quello dei topolini e dei dispositivi Dpi per Poggi e Parente fatti ritirati direttamente in Protezione civile) i numeri nelle ultime ore sono stabili attorno alla decina di positivi quotidianamente riscontrati. Per dirla tutta, una settimana fa si sono toccate punte vicine alla trentina di casi giornalieri, ovviamente molto condizionati dai Cas e dello sbarco di immigrati. Certo ci sono insidie sullo sfondo, il contagio inizia pian pian ad accerchiare il Paese ma non si intravedono nei numeri alla calabrese dati particolarmente allarmanti. Quantomeno non questo venerdì che promette tempeste meteo. E allora? Perché Jole Santelli obbliga l’uso della mascherina a tutti e a tutte le ore all’aperto? Chissà. A ben vedere però una ragione silente e tutta politica può anche essere rintracciata. Lei, Santelli, prima a chiudere le discoteche (ma anche prima a riaprirle dopo aver invitato in Calabria tutti i turisti del mondo) al giro di boa di Ferragosto trainava il carro mediatico dei governatori del Sud in termini di intraprendenza da Covid. Prima di Ferragosto, però. Dopo di che il comando delle operazioni mediatiche è passato tutto nelle mani di De Luca, fresco trionfante nella riconferma alla guida della Campania. E De Luca, giusto nelle ultime ore, ha intimato ai campani l’obbligo delle mascherine per tutti anche all’aperto. È sempre stato sul pezzo, De Luca, in materia di Covid. E i campani lo hanno premiato ma la Campania ha mediamente 15 volte i casi della Calabria e “solo” tre volte, a tratti quattro, la popolazione conterranea. E poi la Campania ha centri molto grossi e aggreganti e non solo a Napoli (ma soprattutto a Napoli) è irrintracciabile il controllo del distanziamento. Della serie, il panico di Calabria poteva non scattare, o scattare prima, o scattare più in là. Oggi è evidente che è stato De Luca a tirare la carretta non controllando, più o meno tutti, le derivazioni di risulta. A prima sera circolava una scenografica e paradossale metafora tra i più smaliziati. Vuoi vedere che per parlare un po’ in santa pace, magari anche di lavoro, si deve andare a finire seduti gomito a gomito nel chiuso di un ristorante? E già perché all’aperto, in una piazza, devi indossare la mascherina mentre se entri in una pizzeria ti misurano la temperatura, ti fanno accomodare se non sei caldo ma poi al tavolo giù la mascherina. La bocca è libera. Anche di dire cazzate…

Remo La Barca