La Finanza all’Annunziata ancora per Coopservice

Fiamme Gialle nuovamente negli uffici amministrativi dell'ospedale di Cosenza su delega della procura della Repubblica. Si indaga su di un appalto di 25 milioni di euro per le pulizie

La Guardia di finanza nelle ultime ore, su delega della procura della Repubblica di Cosenza, ha nuovamente proceduto all’acquisizione di documenti, negli uffici amministrativi dell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza, inerenti un appalto da 25 milioni di euro per le pulizie del presidio. Nel mirino il colosso Coopservice, tra i principali fornitori di servizi del Paese.
Un anno e mezzo fa la prima “bussata” dei militari (finanzieri e carabinieri) che su delega della procura guidata da Mario Spagnuolo hanno allargato lo sguardo all’appalto di pulizie nel mentre si stava indagando sulle complessive condizioni igienico sanitarie dell’ospedale. Siamo nel 2016 e iniziano le verifiche e le ispezioni dei carabinieri, dei Nas e dello Spisal di Catanzaro. Si arriva al sequestro preventivo di una parte dell’Annunziata, comprese alcune sale operatorie (poi dissequestrate) e compresa l’area stoccaggio dei rifiuti, considerata ad alto rischio per la salute dei pazienti. Da qui l’attenzione degli investigatori s’è andata concentrando sui contratti di appalto per una serie di servizi, dalla mensa alla lavanderia passando per le pulizie.
Nelle ultime ore la nuova acquisizione di documenti anche se non è dato sapere, oggi come un anno e mezzo fa, se sono stati emessi avvisi di garanzia, né quanti, né se sia rimasto all’attenzione degli inquirenti solo il capitolo relativo all’appalto delle pulizie (in capo a Coopservice) oppure se siano intervenuti altri appalti. A suo tempo, giustappunto, la Coopservice è intervenuta con una nota per smentire fermanente il rincorrersi di voci attorno a una decina di indagati in capo al colosso dei servizi. «La cooperativa – ebbe a precisare Coopservice nel febbraio del 2019 – ribadisce di non aver mai subito sequestri e che nessuna persona riferibile a Coopservice ha mai ricevuto informazioni di garanzia da parte della procura della Repubblica di Cosenza».

I.T.