In salita il ritorno in carcere di Petrini

Nelle prossime ore la decisione della Cassazione su ricorso della Dda di Salerno contro la sentenza di scarcerazione del Tdl. Ma per la procura generale l'istanza degli inquirenti campani è inammissibile

Ci sono buone probabilità che Marco Petrini continui a consumare la sua restrizione preventiva nell’isolamento domiciliare presso il convento di Decollatura, che lo ospita da fine maggio quando il Tdl di Salerno ha declassato la misura restrittiva per lui dalla detenzione in carcere a quella, appunto, domiciliare. Nelle prossime ore è atteso il pronunciamento della Cassazione che deve esprimersi sul ricorso presentato dalla Dda di Salerno, favorevole ad un ennesimo ritorno in cella per il giudice così come del resto sentenziato anche dal gip. Troppe bugie, racconti ambigui, discordanti e irrazionali secondo inquirenti e gip al punto da sforare nell’inquinamento probatorio e quindi nella necessità di stare dietro le sbarre ma per il Riesame di Salerno il tutto è stato, ed è, frutto della più classiche delle fenomologie da “pentimento”, da “gola profonda”. Ci si apre e ci si chiude, si fa un passo indietro e poi un paio in avanti ma senza che questo significhi di per sé, sistematicamente, il pericolo dell’inquinamento probatorio né che questo poi sia il fine ultimo del giudice della Corte d’Appello di Catanzaro finito nel ciclone dell’inchiesta “Genesi”, mazzette in cambio di sentenze aggiustate. Questo in estrema sintesi il senso della sentenza del Riesame. La Dda di Salerno si è invece opposta al pronunciamento del Tdl producendo ricorso in Cassazione che nelle prossime ore farà conoscere il suo esito. La palla sta come sempre al centro in casi del genere ma per le sorti della libertà di Petrini c’è un alleato in più, oltre al lavoro documentale dei suoi legali. La procura generale presso la Cassazione è dalla sua parte, o dalla parte della tesi difensiva dei suoi legali, definendo inammissibile il ricorso della stessa Dda di Salerno. Magistratura inquirente che ora è chiamata a convincere delle sue buone eventuali ragioni i giudici della Corte dopo aver conosciuto la contrarietà dei “colleghi” della procura generale. Non è impossibile ma non è per niente semplice ragion per cui non è azzardato immaginare che per Petrini le porte del seminario di Decollatura resteranno con ogni probabilità ancora aperte…

I.T.