Ndrangheta, catturato il presunto boss Bonavota dopo 2 anni di latitanza

Il ricercato è stato rintracciato e catturato in un’abitazione a Sant’Onofrio

È finita ieri sera, dopo due anni, la latitanza di Domenico Bonavota, considerato dagli investigatori esponente di vertice, e a capo dell’ala militare, dell’omonima cosca di ‘ndrangheta del vibonese.

Il ricercato è stato rintracciato e catturato in un’abitazione proprio a Sant’Onofrio, cittadina in cui il clan ha il suo caposaldo. I carabinieri hanno fatto irruzione nella casa dopo aver accuratamente circondato la zona e ammanettando il latitante senza che questi opponesse alcuna resistenza.

Bonavota, come dicevamo, era costantemente ricercato dai militari e dalla Dda catanzarese da quando, nel novembre del 2018, era stato condannato all’ergastolo, insieme ai fratelli Pasquale e Nicola e a Francesco Fortuna, nell’ambito dell’operazione Conquisita, per l’omicidio di Raffaele Cracoliti (ritenuto il boss di Maierato ed ucciso il 4 maggio del 2004) e di Domenico Di Leo, detto “Micu i Cataluni”, (ammazzato a Sant’Onofrio il 12 luglio del 2004 a colpi di kalashnikov e fucile calibro 12).

Ma su di lui pendono anche altre due ordinande nel contesto di altrettante importanti inchieste, la Rinascita-Scott, del dicembre 2019, e la Imponimento, del luglio scorso.

I carabinieri stanno ora valutando la posizione delle persone che avrebbero ospitato e coperto la sua latitanza.