Processo Geenna, Prettico: “Nessuna riunione in Calabria con mafiosi, andavo da amici”

Dichiarazioni che l'imputato ha fornito al giudice Eugenio Gramola nel corso del processo su una presunta locale di ndrangheta ad Aosta

Con Marco Di Donato “a volte avevo un rapporto confidenziale” ma “purtroppo da queste intercettazioni ho capito che era una gran millantatore”. Inoltre “per come lo conosco vuole apparire a volte più grande di quello che è”. Lo ha detto Nicola Prettico nel corso del suo esame come imputato nel processo Geenna su una presunta locale di ‘ndrangheta ad Aosta. “L’esternazione di Di Donato” riguardante un viaggio di Prettico in Calabria per un “incontro con la società” è “assolutamente falsa. Io ero sceso” a San Giorgio “con due amici come faccio almeno dal 2004-2005”, ha affermato il consigliere comunale di Aosta sospeso. “Io andavo in Calabria per viaggi di piacere, per mangiare e bere, questa è l’unica cosa vera” detta in un’intercettazione tra Marco Di Donato e un artigiano valdostano del gennaio 2016. “L’unica società di cui potevo parlare con Marco Di Donato era la Franido, quella di cui facevo parte” e che gestiva una discoteca a Quart. “Questo (Prettico, ndr) è un coglione pericoloso ma per lui ehi Per lui…poi mi viene a dire a me (abbassa molto la voce) ‘eh adesso che c’è l’incontro con la società’…e tu vai in Calabria con l’aereo?”, aveva detto Di Donato all’artigiano nel colloquio intercettato. Prettico ha poi affermato di essere affezionato alla “Madonna di Polsi” – la cui immagine è stata trovata nel suo cellulare – ma anche alla “Madonna del Carmine come alla “Madonna di Notre Dame de la Guerison di Courmayeur”. Ha poi spiegato di essere andato “due volte negli ultimi 20 anni a San Luca”, in una occasione per portare le condoglianze a Bruno Nirta (condannato a 12 anni e 8 mesi di reclusione nel filone torinese del processo Geenna) ma senza riuscire a trovarlo. Al giudice Eugenio Gramola, che gli ha chiesto come mai la seconda volta che era andato in Calabria, nell’aprile 2016, avesse spento il telefono, Prettico ha risposto:” Non sono sicuro di averlo spento. A San Giorgio Morgeto almeno la Tim ha una ricezione pessima”. Riguardo al suo ingresso nella massoneria a Mentone, Prettico ha riferito che l’idea lo attirava in quanto non voleva appartenere a una loggia che fosse “in Valle d’Aosta”.