Inchiesta Facciolla- Stm, i soggiorni pagati in hotel «elemento ulteriore»

Con carte di credito intestate a Tignanelli e ad Aquino (titolare dell'azienda fornitrice di servizi) liquidati due pernottamenti del magistrato a Roma. Per la procura di Salerno nel corso delle udienze preliminari è questo un dato che «non è indicato prima nel capo d'imputazione». Verso la conclusione del rito delle arringhe, atteso il pronunciamento del gup. L'ex procuratore di Castrovillari: contro di me un “omicidio professionale”

Si tratta di un «elemento ulteriore», almeno così lo ha “immortalato” il pm della procura di Salerno Guarriello nel corso di una delle udienze preliminari che si stanno svolgendo a Salerno. Due pagamenti con carta di credito in due distinte notti in un hotel di lusso di Roma, il Majestic su via Veneto. Il 21 ottobre e il 12 novembre del 2014 l’ex procuratore della Repubblica di Castrovillari, Eugenio Facciolla, avrebbe usufruito di due pernottamenti pagati con due rispettive carte di credito. La prima intestata a Vito Tignanelli, ventennale amico del magistrato e collaboratore presso la polizia stradale di Cosenza e la seconda intestata alla moglie, Marisa Aquino, a sua volta a capo della società Stm srl, e non a caso la carta di credito sul conto della società finisce. Stm srl, giova ricordarlo, che è società indagata e ora davanti al gup con l’accusa di aver fornito favori e agevolazioni all’ex procuratore capo di Castrovillari in cambio di forniture e commesse, che nel periodo contestato sono di circa 700mila euro. L’inchiesta, finita a Salerno per controversie tra la Dda di Catanzaro e la procura di Castrovillari (la prima indagando si è imbattuta sul vertice della seconda) vede coinvolto anche il maresciallo dei carabinieri Carmine Greco, a processo a Crotone per concorso esterno in associazione mafiosa, considerato a tutti gli effetti “anello di congiunzione” tra i due e poi tra i tre uffici giudiziari (Catanzaro, Castrovillari, Salerno) perché “imbrattato”

in una vicenda che vede coinvolto un clan mafioso per il taglio dei boschi e un imprenditore considerato attiguo alla stessa consorteria criminale. Perché l’ex capo della procura di Castrovillari Eugenio Facciolla avrebbe usufruito di due distinti pagamenti (per pernottamenti in hotel) in qualche modo risalenti a proprietà e/o comproprietà della Stm srl, a sua volta destinataria di affidamenti per servizi di ausilio ad attività di polizia giudiziaria per conto della stessa procura? Se autentici e per quanto irrituali sono solo due casi isolati o vi è del “significato” di sotto, della serialità?

La procura di Salerno, nel mettere “carne da arrostire” sulla brace, per intanto ha evidenziato nel corso di una delle udienze preliminari la necessità che il caso fosse “aggiunto” alle ipotesi accusatorie, così come poi è avvenuto per il “travaso” dell’ipotesi di corruzione tra il 318 e il 319 dei reati contestati (una specie di “progressione” della corruzione, un avanzamento). Nella stessa udienza preliminare in questione, ne abbiamo già riferito in un servizio precedente, sempre il pm Guarriello dà conto di una ulteriore indagine a carico degli stessi protagonisti ma per corruzione in atti giudiziari (319 ter), fatto questo che lo stesso magistrato inquirente non ha esitato a definire «nuovo» e soprattutto «diverso» rispetto a quelli contestati.

Ad ogni modo si va spediti ormai verso la conclusione delle udienze, prima del pronunciamento del giudice. Salvo richieste supplementari per metà mese conosceremo la requisitoria e le conclusioni delle difese anche se fa ancora “rumore” quella “spontanea” e a titolo personale proprio di Eugenio Facciolla. Che pochi giorni fa davanti a pm e giudici di Salerno ha professato la sua totale liceità di comportamenti e la sua linearità “etica” a proposito di possibili contropartite (uso di schede telefoniche di Stm, utilizzo di apparecchiatura di videosorveglianza domiciliare e, per ultimo, beneficio di pagamenti con carte di credito i reati contestati) spergiurando in qualche modo il totale non perseguimento dell’arricchimento personale nel corso dell’incedere professionale. Usando come metafora, a corollario dell’indagine che rischia di mandarlo a processo, quella “dell’omicidio professionale”. Se sarà processo o meno, lo si saprà prima di andare al mare.

I.T.