Tra le preferenze dei turisti italiani la Calabria è al 5 posto, dopo il Trentino

Il dato emerge da un'indagine realizzata da Demoskopika sull'identikit del turista post Covid

Poco più della metà degli italiani (51%) ha deciso di andare in vacanza nei prossimi mesi, anche se solo il 5,5% ha già prenotato.

Sarà principalmente il Sud a trainare la ripresa del settore turistico italiano. Sul podio delle mete turistiche più ricercate dagli italiani che hanno dichiarato di trascorrere una vacanza in Italia (92,3%), si posizionano, infatti, due destinazioni del Mezzogiorno a forte trazione balneare, Sicilia e Puglia che hanno totalizzato rispettivamente il 12,7% e l’11,0%. Tra loro si colloca la Toscana che si guadagna la “medaglia d’argento” avendo raccolto l’11,9% delle preferenze dei turisti italiani. Decisamente rilevanti anche le indicazioni espresse per altre quattro destinazioni turistiche: Trentino-Alto Adige (8,3%), Calabria (8,1%), Emilia-Romagna (6,3%) e Sardegna (6,2%). Appena il 7.8%, al contrario, ha in programma un viaggio fuori dai confini nazionali. Emerge da un’indagine realizzata da Demoskopika sull’identikit del turista post Covid-19 anticipata dall’agenzia Ansa. Ben 4 su 10 optano per soluzioni ricettive ritenute “più sicure”: appartamento preso in affitto (18,9%), casa di proprietà della famiglia (17,4%) oppure ospite di parenti o amici (5,2%).

L’indagine ha coinvolto un campione di 1.539 cittadini intervistati. “Il turista post Covid-19 – spiega il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio – ha voglia di villeggiare quasi esclusivamente in Italia e in totale sicurezza. L’epidemia sanitaria non poteva non ripercuotersi inevitabilmente anche sui consumi turistici. In questo quadro, saranno premiate quelle destinazioni turistiche che meglio sapranno interpretare i desiderata del mercato autoctono”.

Nell’estate del Covid-19 il 49% degli italiani rinuncerà alle vacanze e una buona fetta lo farà per motivi economici. In primo luogo perché, “pur volendo”, i cittadini hanno ancora timore a viaggiare (24,9%). L’8,7% del campione intervistato ha “già rinunciato, al di là
del Coronavirus” ma colpisce il 15,3% del campione intervistato che non ha programmato la villeggiatura con la famiglia dichiarando di “non avere le possibilità economiche”. Si tratta di quasi 8 milioni di italiani rinunciatari per “cause di forza maggiore” principalmente tra le categorie dei lavoratori autonomi (21,4%) in misura doppia rispetto ai lavoratori dipendenti (12,7%). Tra le categorie più “sofferenti” figurano gli artigiani, i commercianti, i disoccupati e gli operai e, infine – come era prevedibile – chi possiede un reddito basso (19%), rispetto a chi ha palesato una condizione economica decisamente migliore (5,3%).