«C’è chi è molto preoccupato della mia presenza a Catanzaro…»

Nicola Gratteri in commissione Antimafia: c'è gente, che abbiamo indagato, che mi vorrebbe fuori dai piedi. «Vogliono indebolirmi mediaticamente». Il processo “Rinascita Scott” si terrà nel capoluogo

Il maxi processo Rinascita Scott, il colossal della Dda di Catanzaro contro le radici delle cosche del Vibonese, si terrà a Catanzaro. Evidentemente troppo forte il rumore che solo il sentore della notizia opposta, il processo cioè fuori a causa del ministero “dormiente” e che non collabora con il distretto del capoluogo, ha scatenato in poche ore. Merito della risonanza ormai anche politica della faccenda ma merito indiscusso, ovviamente, di Nicola Gratteri che per primo si è “intestato” l’insidiosa e persino pericolosa circostanza. Fino a trovare udienza direttamente in commissione Antimafia, dove è stato ascoltato e per diverse questioni. Per intanto però il colossal Rinascita Scott si celebrerà in una tensostruttura che verrà realizzata entro luglio, in tempo per le prime udienze, nei pressi del carcere di Catanzaro-Siano. La decisione è stata assunta durante una conferenza permanente del distretto giudiziario di Catanzaro a cui ha partecipato anche il Consiglio dell’ordine degli avvocati. Si è inoltre deciso il luogo dove sorgerà l’aula bunker definitiva: verrà realizzata a Catanzaro, nelle adiacenze del Tribunale per i minorenni, e potrà contenere circa mille persone.

Sistemata la “pratica” che rischiava di far più rumore del processo stesso, la trasferta fuori Calabria delle udienze a causa del “colpevole” disinteresse in materia di infrastrutture, a risuonare in modo forte e chiaro sono ancora le parole dello stesso Gratteri in commissione Antimafia. Frasi e concetti recenti ma che possono cristallizzare un tempo decisamente più ampio, in senso retroattivo o futuristico. «Ci sono delle persone, che noi abbiamo indagato, che sono molto ma molto preoccupate della mia presenza a Catanzaro, di questa “nuova gestione” – ha detto Gratteri -. Vogliono indebolirmi mediaticamente, fare dossieraggio, trovare qualcosa, e c’è anche gente che si inventa le notizie: ci sono giornali online che scrivono cose totalmente inesistenti. Ho 62 anni e non ho mai denunciato nessuno in vita mia anche se hanno detto le cose più assurde, ma molte volte queste notizie sono costruite ad arte per indebolirmi sul piano del consenso. Hanno detto di tutto e di più – ha aggiunto – ma non c’è nessuna cosa che è stata riscontrata».

«Quello che manda pazzi i mafiosi e i massoni deviati – ha spiegato ancora Gratteri – è la credibilità che ho in Calabria. Ogni settimana, prima del coronavirus, dedicavo uno o due pomeriggi a settimana alle persone che volevano parlare con me. Veniva gente anche dal Nord Italia, dall’estero. Questo perché i calabresi non sono omertosi, è che non sanno con chi parlare. I calabresi sono stati quasi sempre usati, presi in giro, molto spesso traditi. Ma se trovano gli interlocutori giusti allora parlano»

Gratteri ha anche parlato della faccenda riguardante la nuova auto blindata necessaria per garantire un adeguato livello di sicurezza, dopo che a gennaio il Comitato provinciale ha disposto per lui una scorta di primo livello. «Purtroppo spesso in Italia si abusa delle scorte, e io so quanto costano». Gratteri ha riferito che quando può prende un aereo «senza andare a dormire in un albergo da 300 euro a notte». E quando si trova in giro per l’Italia, sempre per lavoro, «mangio nella mia stanza in albergo e non vado nei ristoranti, proprio per non far stare la scorta fuori dai locali. La credibilità passa anche da queste cose».

I.T.