«Catalfamo “mediatrice” tra illecite richieste e gli affari»

La procura di Reggio intravede nell’assessore regionale alle Infrastrutture il collante che consente ai politici di portare all’incasso gli intrighi. Tra gli indagati anche Castorina e l’ex consigliere regionale Nucera

Un ruolo non da poco, per niente marginale, quello che la procura di Reggio “disegna” addosso all’assessore regionale alle Infrastrutture Catalfamo. Che nell’ambito dell’inchiesta che coinvolge la società Avr spa e in qualità di “terza” per il ruolo nella Città Metropolitana avrebbe in realtà vigilato poco e soprattutto garantito meglio che le richieste dei politici (e gli affari della società) non corressero rischi. Nel corposo fascicolo, tra l’altro, sono indagati anche Castorina e l’ex consigliere regionale Nucera. In particolare, scrive la procura di Reggio che ha notificato la conclusione delle indagini, Catalfamo sarebbe <<venuta meno alla posizione di terzietà propria del suo ruolo pubblicistico, in più occasioni anzicché denunciare all’autorità giudiziaria le illecite pretese avanzate dai politici locali nei confronti della dirigenza di Avr spa (spesso legate all’assunzione di specifici lavoratori) si prestava invece ad assecondare e a veicolare le suddette pretese e si impegnava a mediare tra le opposte esigenze in modo da preservare l’equilibrio sinallagmatico tra le parti (come nei casi del consigliere metropolitano Castorina e del consigliere regionale Nucera); talvolta si interessava indebitamente a dinamiche e vicende puramente interne alle società appaltatrici (è il caso della Rti aggiudicataria dei lavori di costruzioni del III lotto della Gallico-Gambarie) fornendo alla dirigenza dell’Avr informazioni e notizie riservate, in violazione dei doveri di segreto e di riserbo che gli erano propri, intervenendo in modo da agevolare il celere andamento delle procedure amministrative e “sbloccare” alcune situazioni di impasse che avrebbero potuto pregiudicare gli interessi di Avr spa>>.