La “metropesante” di Cosenza

Pochi giorni fa la Commissione europea risponde a Laura Ferrara: «Non abbiamo ricevuto finora alcuna dichiarazione di ritiro». Confermato l'aumento di costi per 60 milioni di euro ma nessuna decisione definitiva è stata presa

Una notizia vera, una non vera e un’altra verosimile, e cioè che è il caso di andarla a cercare. Quella vera è che Laura Ferrara, eurodeputata Cinquestelle, ha pescato bene nel mazzo di carte ed è andata a “pizzicare” comunicazioni ufficiali in merito a 60 milioni di euro di costi in più da sostenere per la realizzazione della metroleggera di Cosenza. Quella non vera è che comunicazioni ufficiali di ritiro del finanziamento, di revoca, non ve ne sono né tantomeno può toccare all’Ue prendere carta e penna in tal senso. La notizia verosimile è proprio quella che “accende” le domande, i perché, le incognite. Come mai il dipartimento Programmazione fondi comunitari della Regione Calabria (l’ormai uscente, o già uscito, Tommaso Calabrò al vertice e protagonista della comunicazione) scrive alla Autorità di gestione e da qui alla Commissione che «i costi stimati sono aumentati di ulteriori 60 milioni di euro»? Al punto che, la stessa Commissione, nella risposta all’interrogazione di Laura Ferrara, il 16 maggio scrive che «tale aumento mette in discussione la redditività economica del progetto sulla base delle valutazioni effettuate nel 2012». Sottolineando poi che «l’autorità di gestione ha inoltre comunicato che l’attuazione del progetto sta risentendo di gravi ritardi e che intende ritirarlo». Ma nonostante tutto e cioè i 60 milioni che non t’aspetti, i ritardi nella realizzazione e la predisposizione negativa ad andare avanti la Commissione non può fare a meno di ammettere che «non è stata ricevuta alcuna dichiarazione di ritiro». Semplicemente perché tocca alla Regione stabilire cosa vuol fare da questo momento in avanti. Procedere alla razionalizzazione di questi costi in più rispetto al progetto e al finanziamento originario? Procedere nonostante questi costi in più e quindi con motivazioni suppletive? Collaborare alla revoca di tutto il finanziamento (160 milioni) che però non può essere utilizzato per niente altro e che quindi va semplicemente perso?
A ben vedere la partita è tutta qui, e non è di poco conto. Laura Ferrara interroga la Commissione sui reali costi e i tempi di realizzazione della metroleggera di Cosenza. Commissione che poi scrive al dipartimento della Regione che a febbraio informa l’autorità di gestione che i costi sono aumentati di 60 milioni. Da qui la risposta della Commissione a Ferrara che suona così, senza pezze giustificative importanti e un’accelerata ai lavori si propende per lo stop all’opera ma «niente fin qui è stato comunicato». Perché a comunicarlo deve essere la Regione.
Perché il dipartimento di Calabrò (forse già ex dg) pesca solo oggi questi 60 milioni in più? Come li ha motivati? Dove li ha trovati? Che opere devono essere fatte con questi 60 milioni in più rispetto al costo originario? E ora come si regolerà la regnanza della Cittadella? Prenderà atto della cifra comunicata da Calabrò? Lo smentirà? Andrà avanti comunque? Chissà.
Certo che da “leggera” che doveva essere, dal punto di vista aerodinamico, la metro di Cosenza (se mai vedrà la luce un giorno) inizia davvero ad essere “pesante”…

I.T.