Il giudice Petrini lascia il carcere, il Riesame concede i domiciliari

L’ex presidente della Corte di appello di Catanzaro era stato coinvolto in un'inchiesta su un giro di tangenti e sesso

Concessi gli arresti domiciliari in una comunità religiosa all’ex presidente della Corte di appello di Catanzaro, Marco Petrini, coinvolto pochi mesi addietro nell’inchiesta della Dda di Salerno “Genesi”, su un giro di tangenti e sesso all’interno del Tribunale di Catanzaro. I giudici del Tribunale del riesame di Salerno hanno parzialmente accolto le richieste avanzate dai legali di Petrini, Agostino De Caro e Francesco Calderaro.

La nuova ordinanza era stata disposta dal Gip a seguito di una serie di ritrattazione sulle dichiarazioni rese da Petrini ai pubblici ministeri e che avevano reso necessario un aggravamento della misura cautelare

In questo nuovo filone di inchiesta il giudice è indagato in concorso con la moglie Maria Stefania Gambardella e altre persone alle stato ignote per induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci. Secondo la Procura , Petrini sarebbe stato indotto dalla moglie a ritrattare o a modificare parte delle accuse mosse.