Villa Torano e il Covid: 2 dipendenti in malattia (con febbre e tosse) già dal 6 aprile…

Il caso di due operatori di Acri, oggi positivi al Coronavirus. Nonostante i chiari sintomi il tampone per loro arriva solo 10 giorni dopo (e dopo il “paziente 1” di Pasquetta...)

La tensione di Acri, la paura di Acri, la rabbia di Acri. Villa Torano colpisce anche qui e non potrebbe essere diversamente del resto. Al momento da queste parti sono 4 i positivi al Covid di diretta “emanazione” della rsa (tutti dipendenti). Ma ci sono ben 17 tamponi eseguiti all’interno del giro stretto tra parenti e amici e il cui esito tiene un po’ tutti con il fiato sospeso. Non è un numero da poco anche perché nella prospettiva peggiore si debbono poi fare altre verifiche su altre persone ancora. Tra ansia e depressione c’è però un dato certo, al momento. Anzi 2 dati certi perché proprio 2 di questi positivi di Acri (lavoratori presso la rsa di Villa Torano) erano e sono in malattia dal 6 di aprile. Con sintomi e certificati semplici quanti banali. Febbre e tosse. Già, febbre e tosse e siamo al 6 di aprile e siamo nel pieno dell’emergenza sanitaria che comunemente si fa chiamare Covid-19. Che proprio questi due sintomi si porta appresso come marchio di fabbrica. Perché a nessuno viene in mente di “tamponare” i 2 dipendenti già allora, magari predisponendo tempestivamente le relative precauzioni? Se non è “focolaio” retroattivo questo poco ci manca, soprattutto se si tiene conto di almeno altri 2 positivi al Covid (questa volta tra i residenti) che di sicuro e con tanto di documenti avevano febbre e tosse già dai primi di aprile. E deve pur esserci una ragione se il commissario dell’Asp di Cosenza Zuccatelli proprio questo ha confessato dai microfoni Rai di “Agorà”, a proposito del ricovero della “paziente 1” il giorno di Pasquetta. «Era malata da almeno 15 giorni» la sua sentenza, che fa pari con altri casi che piano piano stanno emergendo. A partire, perché no, proprio dai 2 dipendenti di Acri. Oggi positivi ma malati (certificati) già dal 6 aprile. Per loro, il tampone, è arrivato solo 10 giorni dopo e dopo il deflagrare del caso Villa Torano nel Lunedì dell’Angelo. E l’esito (positivo) del test ha reso più interessante (in negativo) la lettura a ritroso dei dati dentro Villa Torano.
Questione di tamponi, e di esiti soprattutto ammesso che i test poi li abbiano fatti tutti in giro. Perché di questi tempi non è del tutto sbagliato interrogarsi a proposito dello stato di attuazione del Dpgr n.20 del 27 marzo 2020, la famosa ordinanza di Jole Santelli. La stessa che “ordinava” a tutte le strutture (ovviamente rsa comprese) di ritirare immediatamente i kit presso le Asp di riferimento così da effettuare i tamponi a tutti i pazienti e dipendenti. Ma quanti ad oggi hanno ritirato ed effettuato i tamponi sugli ospiti e sul personale e che risposte hanno dato gli esami? A distanza di quasi un mese dall’emanazione di questa ordinanza i risultati dovrebbero esserci per tutti. In caso contrario a chi sono imputabili i ritardi in tal senso e quali provvedimenti hanno adottato le Asp verso le strutture che non hanno ottemperato (o meglio se hanno proceduto ad attivare l’iter per la revoca dell’accreditamento misura sanzionatoria prevista dalla stessa ordinanza di Santelli)?
Anche perché non tutti hanno la “fortuna” di poter contare sulle forniture istantanee e industriali di tamponi da parte della Protezione civile. Della serie, se i kit sono stati ritirati presso le Asp e si è proceduto bene, altrimenti del diman non v’è certezza anche perché, accordo non scritto questo se non sulla sabbia, pare proprio che di processare tamponi al di fuori del Mater Domini non ne voglia più sapere nessuno, a parte chi si ricovera presso gli ospedali hub. Una specie di tacito contratto scritto a matita, tra tutti gli operatori di rsa e la regnanza regionale. Si va tutti al Mater Domini per processare tamponi, laddove non vi sono ricoveri in ospedale ovviamente. Solo che proprio il Mater Domini pare abbia finito i reagenti, le controprove delle boccettine. Ne sia rimasto sfornito ragion per cui di processare tamponi “ordinari”, al momento, non se ne parla. Sarà forse anche per questo che i numeri di positivi alla sera sorridono così tanto verso la rinascita di Calabria?

I.T.