Dirindindì, dirindindà: appunti per l’inchiesta su Villa Torano

Anche il video tra le incongruenze, che sono tante. Solo un caso o tutte tessere dello stesso mosaico?

L’analisi del testo del D.legs 81/2008 della ordinanza di Santelli n. 20/2020, della convenzione del 28.2.2019 tra l’Asp di Cosenza e Villa Torano scaduta il 31.12.2019,delle direttive impartite da Marino il 28.3.2020, della proposta (oscena) di Belcastro nonché i fotogrammi del video autocelebrativo del gruppo Poggi inducono a prospettare alcune ipotesi, persino di reato.
Partendo dal video si nota che in alcune rsa i protagonisti sono solo gli operatori sanitari e che sono ben distanziati tra loro. In altri, purtroppo, viene violato l’obbligo del distanziamento ed il numero delle persone che formano l’assembramento varia dagli 8 ai 14, tra queste vi sono anche i pazienti posti l’uno accanto all’altro che postano senza mascherine. A Villa don Milani una mascherina scivola dal viso (forse perché non idonea) e il dipendente che la dovrebbe indossare correttamente canta e gesticola a volto scoperto, il tutto è avvenuto (a quanto pare) con il beneplacito dei vertici aziendali. In altre due rsa, alle nonnine, sempre a viso scoperto, si consente di manipolare alimenti (e di preparare da mangiare) dimenticando il possesso del libretto di idoneità sanitaria previsto dall’art 14 della legge 288/1962. I pazienti ricoverati sono riconoscibili e ciò vìola le disposizioni sulla privacy.
A Villa Torano sono assembrate, gomito a gomito, ben 14 persone con ben 6 ricoverati a viso scoperto. Se il video palesa una allegra gestione e la presunta inosservanza delle elementari norme sulla sicurezza dei lavoratori (sufficienti per la revoca delle autorizzazioni sanitarie) anche a queste bisognerà fornire riguardo nelle indagini amministrative e giudiziarie. Il gran numero dei lavoratori contagiati presuppone che la normativa antinfortunistica, pribabilmente, non è stata del tutto rispettata e impone di accertare se il documento sulla sicurezza, ed il Duvri, siano stati adeguati ed integrati all’obbligo di prevenire e ridurre il rischio di contagio da Covid-19 e di verificare se il medico competente ed il datore di lavoro abbiano o meno assolto ai propri doveri. Tanto per fugare ogni dubbio, l’Inail il 16.3.2020 aveva diramato il protocollo da adottare per tutelare la salute dei lavoratori in ambito sanitario dal rischio di contagio da Coronavirus e la stessa Asp di Cosenza sul propio sito internet aveva pubblicato il documento “disposizioni protezione individuale, misure di prevenzione per gli operatori Asp di Cosenza” e ciò a ulteriore conferma dell’obbligo di integrare i precedenti piani di sicurezza. Dovevano essere rimodellati anche i Duvri – documento unico valutazione rischi da interferenze – di ogni singola struttura per prevenire il rischio di contagio prodotto dai lavoratori esterni che operano nella struttura quali i manutentori degli ascensori, degli impianti igienici e della climatizzazione, i fornitori ecc.ecc. Questo tipo di indagine porta ad accertare, in primis, se gli ascensori siano stati adeguati al Dpr 23/2017 e se siano state fatte le verifiche periodiche, se sia stato previsto il rischio di contagio da legionella e tante altre circostanze. In secundis, se la struttura possedesse, nell’anno 2020, formalmente e sostanzialmente, la permanenza dei requisiti dichiarati nella convenzione stipulata il 28.2.2019 scaduta il 31.12.2019. Tra i molteplici requisiti spiccano i piani di sicurezza, naturalmente adeguati alle emergenze del Coronavirus, nonché il piano anticorruzione o il documento sulla responsabilità degli enti di cui al D.legs 231/2001 (vedasi art 2 vecchia convenzione) e la concreta attuazione della ordinanza n. 20/2020 di Santelli che prescriveva l’obbligo, per le rsa, di effettuare tamponi ai lavoratori ed ai ricoverati. Queste riflessioni allargano il campo di indagine e suscitano altri interrogativi sul perché della mancata rinegoziazione della convenzione. Questa dimenticanza ha consentito a Villa Torano di operare in regime di prorogatio senza la necessità di dovere accertare preventivamente se avesse o meno redatto ed imposto l’osservanza del piano di sicurezza alla sopravvenuta emergenza Covid – 19 e forse ha indotto a pensare, ai responsabili dell’ufficio prevenzione dell’Asp ed a quello diretto da Pietro Filippo, il quale ha competenze sulle rsa, che fosse sufficiente diramare la nota 30081 del 28.3.2020 a firma di Marino per autoassolversi senza sollecitare la struttura a inoltrare, tra il 28marzo ed il 13 aprile, la richiesta dei tamponi o senza diffidarla ad eseguirli. Con il senno di poi si può affermare che una banale ispezione o un semplice controllo delle carte avrebbero impedito o ridotto l’elevato numero dei contagiati. Gli interrogativi sulla vicenda sono come la catena di Sant’Antonio, come il Coronavirus, al primo se ne aggiungono altri. Perchè tra le tante autorizzazioni riguardanti strutture sanitarie private deliberate il 30 marzo (vedasi quelle ricomprese tra i numeri349/357) è stata dimenticata Villa Torano?A cosa serve il dipartimento prevenzione se, in concreto, non previene?Forse l’avvio del procedimento di rinegoziazione della convenzione avrebbe implicato la riduzione del budget, oppure il divieto di nuovi ricoveri o il mancato rinnovo della convenzione? Perchè fino al 13 aprile non era stata inoltrata nessuna richiesta di tamponi e tra il pomeriggio e la notte di Pasquetta ne vengono chiesti, consegnati, effettuati e analizzati 200? In tale frangente, acquisita la notizia che il “paziente uno” ricoverato all’ospedale di Cosenza proveniva dalla casa di riposo di Villa Torano, l’Asp cosa ha fatto o non ha fatto? Se Marino ha doti di indovino (come Belcastro) visto che nella nota n.30081 del marzo scorso si firma come dirigente del dipartimento anticipando di circa un mese la delibera n. 386 del 23.4.2020 di nomina a direttore, perché gli è “sfuggito” di presagire il focolaio? Perchè le tristi vicende di Chiaravalle e di Bocchigliero non hanno insegnato che era meglio prevenire che curare e che una efficacia prevenzione impone ispezioni e controlli specie se a tale scopo era stata adottata l’ordinanza 20/2020?Medio tempore sono avvenuti nuovi ricoveri e sono stati testati i pazienti in ingresso? In tale contesto e per concludere deve essere inserita e analizzata la tempestiva proposta del 14.4.2020 a firma di Belcastro. L’analisi del testo, riportato nei passi salienti, impone altrettanti interrogativi .”La scelta di identificare Villa Torano quale rsa Covid – 19 e di trasferire quelli negativi a Mottafollone deve avvenire ad invarianza di spesa (ma come se nel prosieguo è previsto, tra le righe, il contrario?) senza ulteriori nuovi ricoveri attraverso una appendice ai relativi contratti già in essere (è materialmente possibile apporre una appendice ad un contratto non ancora in essere perché non rinegoziato? La bozza dell’appendice doveva essere inviata anche a Cotticelli per il controllo della spesa e perché non compare tra i destinatari indicati nell’indirizzo?) con l’ipotesi di rimodulare gli stess (se manca il contratto base anno 2020 cosa dovrebbe essere rimodulato?) fermo rimanendo il tetto di spesa spesa già assegnato in fase di negozazione (ma se il tetto di spesa anno 2020 non era stato fissato e la relativa negozazione non era avvenuta?) si ribadisce la disponibilità a supportare e garantire la continuità assistenziale attraverso l’utilizzo di personale delle aziende del SSR-servizio sanitario regionale- ( giuridicamente si configura un comando o distacco di pubblici dipendenti presso il privato? occorreva indicare espressamente il soggetto obbligato al pagamento degli
stipendi per prevenire o impedire che siano corrisposti dalla regione o dalle asp e non dal privato?) si ribadisce la disponibilità a fornire tutti i DPI necessari e disponibili ( ma come in base al D.legs 81/2008 non dovrebbero essere forniti dal datore di lavoro o dal distaccatario della prestazione che è Villa Torano?).
Ci auguriamo che tutto quello che è avvenuto intorno a Villa Torano non sia qualcos’altro che ci sfugge, sicuramente il comportamento di Belcastro se non è favoreggiamento è amministrativamente inopportuno è censurabile. Per non dire altro…

R.M.