Hotel Sybaris, sul secondo motivo della confisca la Cassazione rinvia gli atti a Catanzaro

Sulla struttura pendevano due tipi di misure la prima già definita dagli ermellini lo scorso anno con esito positivo per il proprietario

Aula di tribunale
L’hotel Sybaris torna a far discutere nelle aule di giustizia. Con provvedimento emesso in data 24 ottobre 2018 la Corte di Appello di Catanzaro ha disposto, su domanda introdotta di Augusto Costa, la revoca della confisca (emessa in sede penale ai sensi dell’art.12 sexies 1.356 del 1992) di un bene immobile, il motel Sybaris appunto. Avverso detta decisione ha proposto ricorso per cassazione, con atto del 12 marzo 2019, il procuratore generale presso la Corte di Appello di Catanzaro, deducendo vizio di motivazione. Sulla struttura, stando a quanto ricostruito, pendevano due tipi di misure Il primo riguardava il sequestro e la confisca patrimoniale intesa come misura di prevenzione (secondo la legge 575 del 31 maggio 1965). Il secondo, invece, il sequestro e la confisca definitiva scaturita dal processo penale (legge 12 sexies dlg 306 convertito in legge 356 del 7 agosto 1992). La prima confisca è definitivamente caduta con la decisione presa nei mesi scorsi dalla Cassazione. Scrive la Cassazione nella sentenza pubblicata ieri: “Il ricorso va qualificato come opposizione ai sensi degli artt. 676 e 667 co.4 cod.proc.pen., atteso che la prima decisione emessa – su domanda di parte – dal giudice della esecuzione in tema di revoca della confisca (anche nelle ipotesi di avvenuta trattazione di tale domanda in contraddittorio) non è immediatamente ricorribile, per costante giurisprudenza. Qualificato il ricorso come opposizione dispone la trasmissione degli atti alla Corte di Appello di Catanzaro”. A maggio dello scorso anno la Corte di appello di Catanzaro aveva disposto la revoca della confisca del Motel Sybaris, sequestrato nel 2007 ad Augusto Costa, ed ha ordinato all’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati alla mafia la restituzione della struttura ai legittimi proprietari. Il primo ricorso per Cassazione da parte della procura generale d’Appello di Catanzaro era stato respinto e ora il secondo ricorso è stato rinviato ai giudici di secondo grado che dovranno decidere in merito anche questa volta. Una lunga partita a scacchi tra accusa e difesa che proseguirà nei prossimi mesi.