Gara Anas da 10 mln di euro sbloccata dal Consiglio di Stato

I lavori di sistemazione di alcuni versanti rocciosi pericolosi di alcune strade calabresi possono dunque ripartire

Una gara da 10m mln di euro per la sistemazione di alcuni versanti rocciosi pericolosi su alcune strade calabresi può proseguire nei lavori. Il Consiglio di Stato ha infatti ribaltato la sentenza del Tar che aveva bloccato l’appalto dell’Anas e quindi i lavori che ora possono continuare nell’interesse dei calabresi. Con bando di gara pubblicato il 27 dicembre 2017 Anas s.p.a. indiceva la procedura aperta per l’affidamento di Accordi-quadro della durata di quattro anni per l’esecuzione di lavori di sistemazione di versanti rocciosi e protezione del corpo stradale, suddivisa in 8 lotti, da aggiudicarsi col al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo. Quanto al lotto n. 5 (Regione Calabria), oggetto di controversia, il valore complessivo era stimato in 10.000.000 di euro. La lettera di invito prevedeva l’attribuzione di un punteggio, quanto al criterio sub A) “ Prezzo”, fino ad un massimo di 30 punti e, quanto al criterio sub B) “ Componente qualitativa”, fino ad un massimo di 70. Con determina del 17 dicembre 2018 il predetto lotto n. 5 veniva aggiudicato alla costituenda associazione temporanea di imprese tra Sirianni s.r.l., Co.E.S. s.r.l. e TISS Ingegneria s.r.l. Ricevuta il 18 dicembre 2018 la comunicazione di aggiudicazione della gara, la società Geller s.r.l., che aveva partecipato alla procedura in costituendo Rti con il Consorzio Stabile Engineering Costruzioni Infrastrutture e Tecnologie s.r.l. Costruzioni, presentava istanza di accesso agli atti di gara, riscontrata da Anas s.p.a. con nota del 18 gennaio 2019. All’esito di tale accesso Gheller s.r.l. dapprima chiedeva all’amministrazione appaltante di intervenire in autotutela per rimuovere alcune pretese illegittimità e poi con ricorso notificato il 1° febbraio 2019 chiedeva al Tribunale Amministrativo per il Lazio l’annullamento dell’aggiudicazione. Con la sentenza 16 aprile 2019, n. 847, nella resistenza dell’Anas e della costituenda Ati Sirianni, il Tribunale amministrativo regionale per la Calabria, respinta l’eccezione di tardività del ricorso, lo accoglieva il ricorso, ritenendo fondato il primo motivo di censura, concernente l’erronea attribuzione di tre punti invece che di 5 punti quanto al criterio relativo al personale qualificato – geologi con assorbimento del secondo motivo, sottolineando che l’amministrazione nel dubbio sulla regolarità della documentazione prodotta avrebbe dovuto dar corso al soccorso istruttorio. Ora i giudici di Palazzo Spada hanno ribaltato tutto. Si legge infatti in sentenza: “Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), definitivamente pronunciando sull’appello principale proposto dalla Sirianni s.r.l., nella qualità in epigrafe, e su quello incidentale spiegato da Anas s.p.a., li accoglie e, per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata, dichiara irricevibile il ricorso proposto in primo grado da Gheller s.r.l.”. La vicenda giudiziaria è chiusa e i lavori potranno ripartire.