Franco Muto potrebbe tornare in carcere. La Cassazione accoglie il ricorso della Dda contro i domiciliari 

Atti rinviati al Tdl di Catanzaro per un nuovo esame delle misure cautelari da adottare e sulle motivazioni

Franco Muto potrebbe tornare in carcere. La suprema corte di Cassazione ha infatti accolto il ricorso della Dda di Catanzaro contro la decisione del Tdl dello scorso autunno che aveva disposto i domiciliari per il “Re del pesce” di Cetraro. Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro ricorre avverso l’ordinanza del 10 settembre 2019 con la quale lo stesso Tribunale, parzialmente riformando in sede di appello l’ordinanza reiettiva del Tribunale di Paola del 12 luglio 2019, sostituiva la misura cautelare della custodia in carcere, applicata nei confronti di Francesco Muto per i reati di associazione di tipo mafioso ed elusione della misura della confisca, con la misura degli arresti domiciliari con divieto di comunicare con terzi, rilevando l’intervenuta assoluzione in primo grado del Muto dal reato associativo e l’insussistenza, per il reato residuo, di esigenze cautelari di eccezionale rilevanza tali da consentire la prosecuzione della misura carceraria nei confronti di un soggetto ultrasettantenne quale l’imputato. Si legge in sentenza: “Il provvedimento impugnato era motivato in questa prospettiva escludendo che le esigenze cautelari, ravvisabili nella gravità dei fatti e nella personalità del Muto, assumessero caratteri di eccezionale rilevanza nel momento in cui la ditta Eurofish, costituente lo strumento mediante il quale il Muto e il gruppo che allo stesso faceva riferimento avrebbero tentato di acquisire il controllo del mercato locale del pescato e l’oggetto del reato di elusione della confisca, era stata non solo sottoposta a sequestro, ma anche messa in liquidazione dall’Agenzia nazionale per la gestione dei beni confiscati. Orbene, questa argomentazione mostra la contraddittorietà denunciata dal ricorrente nella valorizzazione, quale elemento negativo dell’eccezionalità delle esigenze cautelari, di un dato, quale la definitiva indisponibilità della Eurofish, rappresentato in realtà nei termini di una circostanza che escluderebbe la stessa possibilità di reiterazione del reato, e dunque l’esigenza cautelare speciale preventiva in quanto tale. Il provvedimento impugnato deve pertanto essere annullato con rinvio al Tribunale di Catanzaro per nuovo esame sull’indicata carenza motivazionale”. La parola passa al Tdl di Catanzaro per nuovo esame degli atti.