Coronavirus, struttura per anziani chiusa nel Catanzarese 

Una paziente è risultata positiva al test. Quattro dipendenti e trenta altri degenti con sintomi da Coronavirus Covid19 ancora da verificare. Lavoratori in allarme: rischiamo di fare la quarantena in Domus

Il sindaco di Chiaravalle (Catanzaro), Domenico Donato, ha disposto la chiusura di una casa di riposo per anziani nella quale era ospitata un’anziana risultata positiva al tampone per il Coronavirus. La notizia, pubblicata da alcuni siti di informazione, è stata confermata all’AGI dallo stesso sindaco Donato. Gli altri anziani ospiti e i dipendenti della struttura, la “Domus Aurea”, sono stati posti in quarantena e nelle prossime ore saranno sottoposti a tampone. Lo stesso sindaco Donato, tre componenti della sua Giunta e alcuni dipendenti comunali si sono, a loro volta, messi in quarantena volontaria avendo avuto nei giorni scorsi dei contatti con la struttura sanitaria per la consegna di dispositivi medici e altri generi di prima necessità: anche Donato e gli amministratori saranno sottoposti a tampone nelle prossime ore. In un messaggio sulla sua pagina Facebook, il sindaco di Chiaravalle ha invitato la popolazione a “non creare allarmismi e aspettare serenamente l’esito degli accertamenti, dal quale capiremo come muoversi, intanto – ha concluso Donato – è assolutamente obbligatorio restare a casa. Tutti insieme ce la faremo”.
Un’infermiera della Domus che vuole rimanere anonima ha dichiarato che al momento sarebbero 30 i pazienti e quattro infermieri della Domus con sintomi ancora da verificare attraverso il tampone.
“Tutti quanti hanno continuato a lavorare – dice con la voce rotta dal pianto – la direzione non aveva avvisato nessuno. E quindi 48 lavoratori hanno continuato a fare la vita di sempre” .
dipendenti della struttura Domus provengono quasi tutti dall’hinterland Chiaravalle, Squilalce, Cenade, Centrache, Vallefiorita, Cardinale, Satriano, Soverato Superiore.
Ad allarmare i dipendenti è l’eventualità di dover “scontare” la quarantena all’interno della struttura. “E’ un casino, rischiamo il boom”