Cetraro, «pazienti Covid in stanze senza ricambio d’aria, la colpa è vostra se ci ammaliamo»

Il personale di Medicina e Cardiologia “avverte” i carabinieri (Nas), il commissario Asp Zuccatelli e il direttore dell'ospedale: assoluta mancanza di sicurezza, così non si può lavorare

Il panico da Covid c’è, impossibile e persino inutile far finta che non ci sia. Altro è trovarsi però un presidio Covid (quindi con malati conclamati dentro) e dover lavorare perché in ospedale non ci sono molte altre alternative a meno che non ci si nasconda nei bagni (e non in tutti).

Cronaca di un allarme annunciato, nelle stanze dello spoke di Cetraro. Di qualche giorno fa la delibera del commissario dell’Asp Zuccatelli che ne individua lì dentro il perimetro giusto per destinare i pazienti Covid del circondario. Il rischio è il mio mestiere e il mestiere del rischio è (anche) quello del medico e del personale medico ma vuoi mettere stanze con pazienti Covid dentro senza aria condizionata né sfoghi di ricambio dell’aria stessa? Tipo, si sta lì dentro a respirare tutti la stessa aria? La “foto” inquietante (se fosse vera) è del personale di Medicina e Cardiologia dell’ospedale di Cetraro che ha deciso di passare alle vie di fatto in termini di (giustificata) paura. In un doumento inviato ai carabinieri dei Nas, al commissario dell’Asp Zuccatelli e al direttore dell’ospedale Cesareo il personale tira le somme e le eventuali colpe, alla fine. Avvertendo un po’ tutti del rischio alto di contagio e delle responsabilità che ricadranno tutte eventualmente su chi oggi è stato avvertito. Il personale «denuncia l’assenza totale dei requisiti necessari a garantire il corretto isolamento dei pazienti Covid – è scrito nel documento -.Le camere di degenza individuate non hanno impianto di climatizzazione a garantire i ricambi d’aria e la filtrazione con filtri Hepa e soprattutto manca un sistema di ventilazione che consenta di determinare una pressione negativa o positiva; manca adeguata zona filtro per stanza di degenza dotata di lavabo; mancano i percorsi sterili per il pulito e lo sporco funzionalmente separati. Soprattutto rimarchiamo che l’assenza di stanza a pressione negativa non consente di trattare bene i pazienti e mette tutto il personale a rischio elevatissimo di infezione. Mancano inoltre tutti i presidi individuali di protezione. Mancano infine le competenze specialistiche». Una specie di bollettino di guerra preventiva. Della serie, il Covid si può trattare ovunue tranne che a Cetraro. Al punto che poi arriva la “somma”. «Il personale non intende esporsi a questo rischio elevato di contagio e denuncia l’assenza totale di criteri di sicurezza sul posto di lavoro. Pertanto invita gli organi preposti a rivedere le scelte adottate, assumendosene altrimenti le conseguenze medico legali e assicurative in caso di malattia grave».

 

R.M.