Bocchigliero fa 8, ma è giallo sul tecnico (forse) “infettivo”…

Salgono i positivi al Covid nel paese e tutti interni alla Casa protetta per anziani “Santa Maria” (che resta aperta). Mistero sulla riparazione di un apparecchio per l'udito...

Il focolaio comincia a bruciare sterpaglie sottovento. Aride. Si sa poi come va a finire, quando butta così. Da uno a 3 (contagiati) e da 3 a 8 il passo è niente. Un colpo di vento, appunto. Come quello forte e freddo di oggi. I positivi al Covid-19 nel cuore della Sila che dà sullo Jonio sono, per ora, proprio 8 e sono soprattutto tutti interni alle vicende della Casa protetta per anziani “Santa Maria”. In particolare, i positivi, sono 5 tra i dipendenti e 3 tra gli anziani ospiti. Al netto dell’anziana morta nel frattempo e di un “nonnino” passato a miglior vita in “tasferta”, a Belvedere, la notizia (assai prevedibile) oggi è questa all’interno del focolaio. I positivi crescono, e non potrebbe essere diversamente del resto non solo per le dimensioni quasi cartografiche della comunità di Bocchigliero ma soprattutto perché tutta la vicenda si svolge proprio all’interno della Casa protetta per anziani “Santa Maria”. Che resta aperta, ovviamente con restrizioni e percorsi (finalmente) obbligati. Qualche chilometro più a sud e sempre in Calabria, siamo a Chiaravalle, è stata invece chiusa una rsa per simili paturnie. Ma tant’è, c’è Covid e Covid, evidentemente. E a Bocchigliero più o meno tutti fanno esercizio di memoria e provano a rimembrare chi e come e quando ha introdotto il “maledetto” in paese e nella Casa protetta. E più d’uno fa scorrere la mente alla “visita” di un tecnico per apparecchi per udito che avrebbe fatto scalo proprio dai nonnini della Casa protetta. Un passaggio potenzialmente delicato, questo. Datato non molti giorni fa. Non sono pochi quelli che lo ricordano nel dettaglio tra quelli potenzialmente “contagiosi”. Una riparazione ad un apparecchio per udito che potrebbe essere stata poi fatale, a conti fatti. Poi, in paese, c’è persino chi va oltre, proprio come il vento esageratamente gelido di fine marzo nel cuore della Sila. Narrando dello stesso tecnico non solo protagonista del possibile contagio ma infine anche non passivo, addirittura consapevole del rischio. Chissà. Non una bella storia e comunque meritevole di tutti agli accertamenti autorevoli del caso. Anche perché, nel frattempo, il contagio sale e potrebbe essere solo una parte di quello potenzialmente in “pancia”. L’Asp ha disposto la quarantena per i 5 dipendenti e per 20 persone che sono girate attorno a loro, le più “strette” almeno. E tamponi per tutti gli anziani ospiti della Casa protetta. Che resta aperta, come detto. Nonostante la quarantena fiduciaria imposta ai conviventi di tutti i dipendenti e la sanificazione dei locali, che ancora non pare sia stata del tutto certificata. Anche per questa ragione, ma non solo, la proprietà della Casa protetta (il legale rappresentante è Giorgio Crispino) è stata invitata a produrre una relazione sulla situazione sanitaria e l’ottemperanza alle norme previste in casi del genere.

Roberto Manfredi