Arsac, quelle assunzioni illegittime

La Corte Costituzionale ha bocciato il reclutamento senza concorso di personale dalle associazioni di divulgazione agricola

Il personale proveniente dalle associazioni di divulgazione agricola non può essere assunto senza concorso dalla Regione Calabria perché la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la normativa del 2017. La divulgazione Agricola rappresenta uno dei cardini principali attorno a cui ruota l’attività istituzionale dell’Arsac, costituendo la cerniera operativa tra produzione e strategie d’intervento nell’economia agricola. La Corte d’appello di Catanzaro – sezione lavoro – ha sollevato questione incidentale di legittimità costituzionale dell’art. 33 della legge della Regione Calabria 27 dicembre 2016, n. 43, intitolata «Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e procedurale (Collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2017)», che prevede il mantenimento provvisorio nei ruoli della Regione del personale proveniente dalle disciolte associazioni di divulgazione agricola, già in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato con la Regione, nelle more della definizione delle procedure di selezione pubblica per l’approvvigionamento delle relative professionalità. Secondo la Corte rimettente sarebbe violato il principio dell’assunzione tramite pubblico concorso posto dall’art. 97, quarto comma, della Costituzione, in quanto la disposizione censurata consente l’accesso senza concorso ai ruoli di una pubblica amministrazione, così di fatto ripristinando l’efficacia dell’art. 10, comma 2, della legge della Regione Calabria 26 luglio 1999, n. 19 (Disciplina dei servizi di sviluppo agricolo nella Regione Calabria), come sostituito dall’art. 13, comma 1, della legge della Regione Calabria 5 ottobre 2007, n. 22 (Ulteriori disposizioni di carattere ordinamentale e finanziario collegate alla manovra di assestamento del bilancio di previsione per l’anno 2007 ai sensi dell’art. 3, comma 4, della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8), dichiarato costituzionalmente illegittimo con sentenza n. 248 del 2016 dalla Consulta. Nel 2007 l’ARSSA è stata soppressa dall’art. 5 della legge della Regione Calabria 11 maggio 2007, n. 9, recante «Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e finanziario (collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2007, art. 3, comma 4, della legge regionale n. 8/2002)» e a essa in seguito è subentrata l’Azienda regionale per lo sviluppo dell’agricoltura calabrese (ARSAC), ente strumentale della Regione munito di personalità giuridica di diritto pubblico, istituito con la legge della Regione Calabria 20 dicembre 2012, n. 66 (Istituzione dell’Azienda regionale per lo sviluppo dell’agricoltura e disposizioni in materia di sviluppo dell’agricoltura), per svolgere le principali funzioni precedentemente espletate dall’ARSSA. Scrive la Consulta in sentenza: “Non è compatibile con la prescrizione dell’art. 97, quarto comma, Cost., che, senza pubblico concorso, dipendenti di un’associazione di natura privatistica transitino nei ruoli del personale regionale con il subentro della Regione nella posizione di amministrazione pubblica datrice di lavoro, solo formalmente in via temporanea, ma di fatto in via tendenzialmente definitiva in mancanza di un termine finale per la regolarizzazione di tale transito con l’indizione di procedure di selezione pubblica”. Caso chiuso.