Trasporto scolastico, il pulmino degli studenti di Cosenza nelle mani di Rende

Il Tar respinge il ricorso della ditta cosentina che aveva vinto l’appalto poi esclusa dall’aggiudicazione della gara comunale. Il servizio passa a una ditta rendese

I giudici del Tar hanno respinto il ricorso della “Centopercento servizi srl” che aveva vinto la gara da circa 200mila euro per il trasporto scolastico degli alunni cosentini dal 7 gennaio scorso al 9 giugno prossimo. A ridosso di Capodanno il Comune infatti aveva escluso dalla gara d’appalto la società cosentina affidando il servizio alla rendese “Duo service srl” che sta quindi gestendo il servizio. Scrivono infatti chiaramente i giudici in sentenza: “ Considerato che il ricorso sia infondato alla luce della dirimente circostanza che la Cento per Cento non abbia dimostrato in sede giurisdizionale l’effettiva continua possidenza dei requisiti, con conseguente legittimità della mancata aggiudicazione e con conseguente difetto di legittimazione a contestare l’avverso affidamento della commessa; che, infatti, l’art. 3.4 del disciplinare di gara prevede tra i requisiti di capacità tecnico-professionale la “ piena disponibilità alla data di scadenza del bando e per tutta la durata del contratto di appalto, -pena esclusione – di un numero non inferiore a 12 autisti in possesso dei requisiti tecnico-professionali idonei alla conduzione dei mezzi”, specificati nell’art. 7 del capitolato, tra gli altri, in quello di essere munito di patente e CQR valide per la circolazione dei bus scolastici; che in via istruttoria la ricorrente per uno degli autisti non ha dimostrato la persistente possidenza di patente valida scadeva il 2.12.19 e quella poi attenuta a seguito di rinnovo ha decorrenza dal 17.12.2019; che la previsione dell’atto di gara di necessaria persistenza del requisito risponde al principio costantemente affermato in giurisprudenza secondo cui le qualificazioni richieste dal bando di gara debbono essere possedute dai concorrenti non solo al momento della scadenza del termine per la presentazione delle offerte, ma anche in ogni successiva fase del procedimento di evidenza pubblica e per tutta la durata dell’appalto, senza soluzione di continuità, che consegue dall’infondatezza della domanda di annullamento il rigetto della domanda risarcitoria”. Patente fatale per la ditta cosentina che ha perso l’appalto a meno di diverso pronunciamento da parte del Consiglio di Stato in un eventuale appello alla sentenza del Tar.