Scarcerato il presidente della Bcc del Crotonese

Inchiesta Thomas, il Riesame rimette in libertà Rizzuto. Il Codacons però chiede il commissariamento della banca, 《suddita della 'ndrangheta》

È questo il fascicolo dei Grande Aracri che avrebbero avuto una banca a disposizione, la Bcc del Crotonese. Il fascicolo degli indagati e degli arrestati eccellenti per il presunto uso “bancomat” della banca, naturalmente per scopi di cassa finalizzati anche alla corruzione. Il fascicolo del presidente, Ottavio Rizzuto, finito prima in carcere e poi ai domiciliari e ora, dopo l sentenza del Riesame, in piena libertà. Tra l’inevitabile soddisfazione dei legali e una inchiesta, con pesanti accuse, che non è per nulla smontata lo scenario giudiziario fa registrare anche la libertà per l’imprenditore Lerose, che già in precedenza aveva ottenuto l’obbligo di non dimora in Calabria.
Intanto però, sempre per quanto riguarda la Bcc del Crotonese e l’inchiesta Thomas, arriva dal Codacons la richiesta a Bankitalia di commissariamento.
«”Oi Pino, io c’ho un giocattolo nelle mani (la banca) che lo posso fare andare come cazzo voglio, e quando tu tieni la banca… io più in questo momento… a Crotone sono uno che conta… che io non ti pensare che gli faccio i favori alle persone… per i voti gli faccio i favori, che il potere mio è politico.
…se facciamo questo voi avete a Crotone un suddito, un suddito … io divento tuo suddito a Crotone”. Parole e musica – si legge in una nota del Codacons – del presidente di una banca calabrese che illustra la “mission” dell’istituto ad un politico di razza, per dichiararsi pronto a diventare “suddito” del potentissimo deus ex machina della politica calabrese.
Ovviamente tutti innocenti fino alla cassazione (prescrizione permettendo), intanto, mentre aspettiamo qualche decennio, chissà quante telefonate simili ci saranno.
È oramai trascorso un mese dalla richiesta che il Codacons ha rivolto alla Banca d’Italia – sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons – affinché provveda ad inviare i propri ispettori” presso la Banca di Credito Cooperativo del Crotonese.
I recenti crack e la necessità di tutelare i risparmiatori lo imponevano e lo impongono.
Sarebbe importante conoscere i motivi per cui “comuni mortali, cittadini senza santi in paradiso”, si vedevano negare finanziamenti o ricevevano segnalazioni pregiudizievoli e durissime richieste di immediati rientri, mentre, secondo l’ipotesi della Procura suffragate da alcune telefonate illuminanti, ci sarebbero state “agevolazioni e favoritismi … a vantaggio delle cosche di ‘ndrangheta”.
Durissimi con i deboli, sudditi con i potenti – prosegue Di Lieto.
Che poi nessuno dica (o finga) di non sapere.
L’azione di vigilanza della Banca d’Italia deve garantire e proteggere i consumatori, contrastare il riciclaggio, il finanziamento della criminalità ed evitare situazioni come i recenti “fallimenti” della Popolare delle province calabre o della Popolare di Bari. Proprio questo motivo il Codacons sollecita Bankitalia a porre in essere, senza ulteriori ritardi, tutte le attività ispettive che le competono. Prima che sia troppo tardi.
Sarebbe davvero una vergogna che i supposti legami tra il Presidente del Credito Cooperativo del Crotonese, la cosca Grande Aracri e alcuni notabili calabresi – conclude Di Lieto – finissero per pagarli i clienti della banca》.