‘Ndrangheta, il clan Alvaro comandava anche in Australia

Gli esponenti di vertice del “locale” di ‘ndrangheta di Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC) sedevano ai tavoli in cui venivano prese decisioni importanti che riguardavano il “locale” australiano. Alcuni di loro  si sarebbero perfino recati  in Australia per risolvere controversie legate alla spoliazione di un sodale che venne sanzionato per una trascuranza ma non espulso dai ranghi della mafia calabrese. E’ uno degli aspetti emersi dall’operazione  “Eyphemos”  della Polizia di Stato  nel corso della quale, dalle prime ore di questa mattina, nella provincia di Reggio Calabria, Milano, Bergamo, Novara, Lodi, Pavia, Ancona, Pesaro Urbino e Perugia sono stati eseguiti numerosi arresti e perquisizioni nei confronti di capi e gregari di un’articolazione della ‘ndrangheta reggina operante a Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC) in seno al mandamento tirrenico, alle dipendenze della potente cosca di Sinopoli (RC) facente capo alla famiglia Alvaro.    Il clan ha anche una sua propaggine in Lombardia,  nel Pavese, oltre che in Australia dove è presente un locale di ‘ndrangheta, dipendente direttamente dalla casa-madre calabrese degli Alvaro. Le indagini sono state condotte dagli investigatori della Squadra Mobile di Reggio Calabria e del Commissariato  di Polizia di Palmi. In tutto 65 i provvedimenti restrittivi eseguiti.