L’Asp paga in ritardo un vecchio debito e scattano 110mila euro di interessi

Dopo una sentenza del Tar della Lombardia l’ente nei giorni scorsi ha dovuto ottemperare a una sentenza del 2014 per sanare un contenzioso da oltre 400mila euro totali

Un vecchio debito da circa 300mila euro è salito a oltre 400mila per via degli interessi e così l’Asp di Cosenza alla fine ha dovuto sborsare una cifra di gran lunga superiore a ciò che era all’inizio della vicenda. Questo per effetto di una sentenza del Tar della Lombardia che aveva nominato un commissario ad acta per il recupero della cifra iniziale ma siccome si trattava di un debito del 2012 pagato nei giorni scorsi gli interessi moratori sono saliti alle stelle. Troppi i debiti dell’Asp accumulati negli anni e questo causa ritardi inevitabili nei pagamenti anche a seguito di sentenza della magistratura. Una situazione che prima o poi dovrà essere risolta in qualche modo per evitare esborsi di denaro pubblico magari evitabili. Si legge infatti chiaramente in sentenza: “Con sentenza n. 13567 del 4 dicembre 2012, il Tribunale di Milano ha condannato l’Amministrazione resistente al pagamento in favore della società ricorrente la “Diesse diagnostica senese spa” della somma di euro 306.891,69, oltre le spese legali e la somma di euro 15.000, 00 ex art 96 comma 3 c.p.c.. La sentenza è passata in giudicato. La società ricorrente, non avendo ricevuto alcun pagamento, ha promosso giudizio di ottemperanza, con ricorso notificato in data 7 agosto 2013, e depositato in data 9 agosto 2013. L’amministrazione resistente non si è costituita. Con sentenza non definitiva n. 286 del 27 gennaio 2014 il Tar ha rilevato che dopo il passaggio in giudicato della sentenza, quest’ultima non era stata notificata all’Amministrazione, derivandone che il termine di 120 giorni, di cui all’art. 14 d.l. 31 dicembre 1996 n. 669, convertito nella l. 28 febbraio 1997 n. 30, doveva farsi decorrere almeno dalla notifica del ricorso per l’ottemperanza, avvenuta in data 7 agosto 2013. Pertanto, poichè alla data della camera di consiglio del 3 dicembre 2013 il termine non era ancora decorso, pur trattandosi di condizione dell’azione, per motivi di economia di giudizio, il Tribunale ha ritenuto di rinviare la trattazione della causa alla camera di consiglio del 7 ottobre 2014, onde consentire all’Amministrazione di usufruire integralmente del termine dilatorio previsto dalla legge”. Ma ciò non è avvenuto se non nei giorni scorsi quando si è dovuto correre ai ripari ma quando ormai era troppo tardi per evitare ben 110mila euro di interessi moratori come si legge nella delibera n° 6 dell’Asp cosentina del 17 febbraio scorso.