Consulenze illegittime in Fincalabra, per De Rose confermata la condanna ridotta

 Le sezioni unite della Cassazione rigettano il ricorso e l’ex presidente deve risarcire la Regione di circa 60mila euro Gli ermellini hanno respinto il ricorso di De Rose. Nei giorni scorsi la sentenza definitiva delle sezioni unite della Cassazione

 La sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Regione Calabria aveva affermato la giurisdizione contabile ed accertato la responsabilità amministrativo-contabile di Umberto De Rose, in qualità di presidente del Consiglio di Amministrazione di s.p.a. Fincalabra, società in house, per aver conferito incarichi a soggetti non selezionati con criteri di trasparenza ed imparzialità, in violazione degli artt. 35 e 36 del d.lgs n. 165 del 2001, del regolamento della società, e delle prescrizioni che la Commissione esaminatrice, nominata per la selezione di figure professionali da reclutare nell’ambito dell’attuazione della gestione del Fondo di Garanzia regionale per le operazioni di microcredito, aveva stabilito, in relazione ai criteri da adottare nella riunione del 27/4/2012. De Rose era stato condannato al risarcimento del danno erariale. Su appello di quest’ultimo, incentrato sul difetto di giurisdizione del giudice contabile per la mancanza, in Fincalabra, delle caratteristiche della società in house providing, la Corte dei Conti, sezione prima giurisdizionale centrale di Appello, aveva confermato la natura di società in house e la conseguente responsabilità dell’appellante riducendo però a condanna a 60mila euro. La vicenda era legata al fatto che l ‘ex presidente aveva deciso autonomamente di assumere, con contratto a progetto, Genise, Gentile e Ambrosio nonostante non avessero i requisiti di anzianità richiesti. Ora gli ermellini hanno scritto la parola fine alla complessa e delicata vicenda.